Pfas, il M5S attacca la giunta Zaia. "Prima ci minacciano poi ci copiano"

Jacopo Berti: "Un anno e mezzo fa ci volevano denunciare per procurato allarme. Ora cercano con lo stato emergenziale di risolvere i problemi in perenne ritardo"

Protesta anti-Pfas di Jacopo Berti

Prima ci minacciano e poi ci copiano. È questo il succo delle critiche che il M5S continua a muovere contro il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sui Pfas.

Un anno e mezzo fa l'assessore all'ambiente del Veneto ci voleva denunciare per procurato allarme - ricorda Jacopo Berti, capogruppo 5 Stelle in consiglio regionale - Ci eravamo permessi di denunciare lo scandalo Pfas e la giunta di Zaia sosteneva che non esisteva nessun pericolo, che era tutto sotto controllo e che noi eravamo dei pazzi allarmisti da denunciare. Una politica sorda, incapace di ascoltare i problemi dei cittadini e che cerca con lo stato emergenziale di risolvere i problemi in perenne ritardo.

La Regione ha infatti chiesto lo stato di emergenza per risolvere il problema dell'inquinamento da Pfas nelle acque di diversi comuni tra le province di Verona, Vicenza e Padova. Una richiesta che i 5 Stelle reputano tardiva. La consigliera Patrizia Bertelle aveva già depositato una mozione per fare in modo che la giunta Zaia presentasse la richiesta di stato di emergenza.

Zaia di fatto ha letteralmente copiato il testo della mia mozione a mesi di distanza - ribadisce ironicamente la Bartelle - cosa aspettasse a chiedere lo stato di emergenza rimane comunque un mistero. Nel momento in cui sarà proclamata la misura straordinaria dello stato di emergenza riusciremo ad avere una disponibilità economica sufficiente per intervenire prontamente sia a tutela della salute dei cittadini sia a tutela dell'ambiente.

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