Il PD chiede al Comune di Verona di battere un colpo contro l'omofobia

Dopo i recenti casi, il consigliere Elisa La Paglia discuterà un'interrogazione nel prossimo consiglio comunale. "Chiediamo di esprimersi a favore dei provvedimenti sulle unioni civili"

"L'incapacità di prendere posizioni chiare e forti contro l'omofobia costituisce in città un clima per cui gli intolleranti si sentono autorizzati a fare le cose peggiori, come ci raccontano le cronache recenti e passate".

Inizia così l'interrogazione con cui il consigliere PD Elisa La Paglia giovedì prossimo, 21 gennaio, in Consiglio comunale chiederà conto all'amministrazione di quanto è stato fatto in questi anni sui temi della tolleranza e del vivere civile. Temi tornati d'attualità dopo l'aggressione subita da un barista omosessuale a Capodanno in Corso Porta Nuova. Alla vittima è stata espressa la solidarietà dal Circolo Pink, che ha sottolineato il silenzio che spesso circonda questo genere di fatti in città.

L'interrogazione del consigliere La Paglia prosegue: "L'iniziativa sulla famiglia anagrafica, approvata dalla giunta ma mai discussa in Consiglio, è di fatto ferma perché non è mai stata approntata la modulistica necessaria. E il vespaio di polemiche a cui abbiamo assistito si è tradotto in un grande spot elettorale in favore di chi lo aveva suscitato ma per i cittadini comuni, al momento, non è cambiato niente".

"Dopo qualche timida apertura che poteva far pensare il contrario - continua Elisa La Paglia - l'amministrazione non ha mai ritirato le mozioni omofobe del 1995 per le quali Verona continua a scontare l'onta di essere l'unica città ad aver respinto la risoluzione del Parlamento Europeo contro la discriminazione ai danni di lesbiche ed omosessuali. Il Consiglio comunale ha vietato di parlare nelle scuole comunali di stereotipi di genere, alla base del bullismo omofobico, ma proprio le scuole sono il bersaglio preferito di quanti avvelenano il clima politico e sociale con il fantasma della teoria gender. Continuiamo a vivere nell'illusione che i nostri pregiudizi non abbiano conseguenze reali mentre le cronache ci raccontano l'esatto contrario".

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"Chiediamo all'amministrazione - conclude il consigliere democratico - di esprimersi a favore dei provvedimenti sulle unioni civili in discussione in Parlamento e di assumere iniziative educative, anche nelle scuole comunali, su questi temi. Va ribadito con estrema chiarezza e in tutte le sedi che le basi del vivere civile discendono dall'accettazione dei diritti dell'altro".

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