Arsenale, il PD si rivolge alla Provincia per bloccare il project financing

I consiglieri provinciali Stefano Vallani, Stefano Ceschi e Paolo Martari hanno ripreso un esposto presentato dal Comitato Arsenale al presidente della provincia Antonio Pastorello

Le opposizioni a Verona intendono bloccare il bando per l'assegnazione dei lavori di riqualificazione del complesso dell'ex Arsenale. Ognuna però propone una via diversa. Il candidato sindaco Michele Bertucco pensa di rivolgersi al Tar, mentre il candidato 5 Stelle Alessandro Gennari promette in caso di elezione di organizzare un referendum comunale per chiedere ai cittadini se proseguire con il project financing oppure pagare la penale per uscirne. 

Il Partito Democratico invece riprende un esporto presentato dal Comitato Arsenale al presidente della provincia Antonio Pastorello. I consiglieri provinciali Stefano Vallani, Stefano Ceschi e Paolo Martari hanno invitato Pastorello e gli uffici provinciali competenti a valutare l'opportunità di annullare la variante urbanistica 25 con cui il Comune di Verona ha concluso l'iter di approvazione del project. "Una legge regionale assegna alle province il potere di annullare i provvedimenti comunali che autorizzino interventi non conformi alla normativa urbanistico-edilizia - ha spiegato Vallani, Ceschi e Martari - E le tante violazioni contenute nella variante ci sembrano gravi e palesi. Il piano degli interventi ammette soltanto interventi di restauro conservativo, mentre nel progetto approvato vengono previste demolizioni e alterazioni di elementi storici, ampliamenti di edifici esistenti, costruzioni integrative nuove, anche più alte degli edifici storici e in palese contrasto con le previsioni urbanistiche vigenti".

"Il piano degli interventi - continuano i tre consiglieri regionali - ammette soltanto spazi commerciali, terziari e ricettivi strettamente connessi e compatibili con la funzione pubblica caratterizzante l’integrità del complesso fino ad un massimo di un terzo". Nella variante gli usi non strettamente connessi sono largamente preponderanti, arrivando fino al 50% delle superfici. La stessa previsione di un centro commerciale di 6 mila metri quadri nella corte centrale avrebbe richiesto un'altra variante. Non da ultimo - concludono Vallani e Ceschi - manca lo studio del traffico e il piano della sosta".

La proposta dei tre consiglieri provinciali sarà discussa e votata nel prossimo consiglio provinciale, mercoledì 26 aprile.

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