Nuove piste ciclabili a Verona: «A lungo annunciate ma mai realizzate»

I consiglieri comunali del Partito Democratico attaccano: «È un continuo rimandare ad eventi futuri, ma la città ha necessità di soluzioni viabilistiche e di mobilità subito, non tra altri due anni»

(Foto di repertorio)

Diciamo basta a questo continuo rimandare ad eventi futuri. La città ha necessità di soluzioni viabilistiche e di mobilità subito, non tra altri due anni. Si mettano subito in cantiere percorsi ciclabili, nuove corsie preferenziali per i bus, pedonalizzazioni in centro e in periferia e una riqualificazione generale dell'arredo urbano, quasi ovunque ridotto in stato pietoso.

La richiesta è dei consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, i quali rimproverano al sindaco Federico Sboarina e alla sua giunta di aver continuato ad annunciare l'allargamento della rete di piste ciclabili della città senza però trasformare gli annunci in realtà.

Benini, La Paglia e Vallani citano come esempio la pista ciclabile che collegherà Saval e San Zeno, un'opera già finanziata in larga parte dalla Regione Veneto. Nel 2018, l'amministrazione si sbilanciò, assicurando che i lavori, ancora non iniziati, sarebbero terminati in poco tempo. «Dall'ultimo annuncio sono passati mesi senza che la città abbia visto nemmeno l'ombra di una nuova ciclabile - lamentano i consiglieri PD - E lo stesso assessore Luca Zanotto ha ammesso che i lavori della Saval-San Zeno, se tutto andrà per il verso giusto, non partiranno prima di settembre 2020. La gara, infatti, è stata da poco bandita e le ditte che intendono prendervi parte hanno tempo fino a fine marzo per presentare le proprie offerte. Tre anni di ritardo per avviare un progetto ereditato e finanziato».

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Ma anche un'altra pista ciclabile in fase di realizzazione, la Boscomantico-Porta Nuova, procede a rilento. Anch'essa è stata ereditata dall'amministrazione Sboarina, è completamente finanziata e gli auspici dell'amministrazione erano quelli di completare la progettazione nel 2018 e far partire i lavori nel 2019. «Entro alcuni mesi dovrebbero cominciare i lavori di uno stralcio lungo il Camuzzoni fino alla stazione - concludono Benini, La Paglia e Vallani - Ma la parte a monte del progetto, la più complicata in quanto deve passare nei pressi di Villa Pullè, è ancora in alto mare dal punto di vista delle soluzioni progettuali».

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