Mozione di Bacciga contro la Legge Mancino. Bertucco: "Deriva da fermare"

La proposta lanciata dal ministro Lorenzo Fontana non è caduta nel vuoto, ma è stata raccolta dal consigliere comunale veronese, criticato da PD e da Verona e Sinistra in Comune

Andrea Bacciga

Sembrava che avessero lasciato il tempo che avevano trovato la proposta del ministro veronese Lorenzo Fontana di abrogare la Legge Mancino e le successive polemiche. Avrà invece uno strascico tutto veronese l'idea di cancellare la legge nata per contrastare i crimini a sfondo razziale e legati ad ideologie di stampo nazifascista. Il consigliere comunale Andrea Bacciga (già finito recentemente sotto i riflettori nazionali per il presunto saluto fascista rivolto alle attiviste di "Non Una Di Meno" prima di un consiglio comunale) ha presentato una mozione dal titolo molto esplicito "Verona con il Ministro Fontana, contro la legge Mancino". Un atto politico che anche in questo caso ha scatenato una serie di replice contrariate.

È evidente, ma forse questa è la ragione della mozione, che le formazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo hanno rialzato la testa, moltiplicando le iniziative provocatorie e violente - scrive il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Quello che sta accadendo richiederebbe un'applicazione puntigliosa della Legge Mancino e un suo rafforzamento, certo non la sua abrogazione. Quando si fa parte di una istituzione si dovrebbe essere coscienti della storia e della responsabilità, evitando boutade e provocazioni stupide. Sopratutto a 80 anni dalle Leggi Razziali sarebbe bene comprendere come combattere le discriminazioni invece che strizzare continuamente l'occhio ai neofascismi. Faremo tutto il possibile per impedire l'approvazione di questa mozione e per fermare questa intollerabile deriva fascista.

Anche il Partito Democratico, con il suo consigliere comunale Federico Benini, attacca. "Il consigliere Bacciga sostiene che la legge Mancino è in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione che sancisce la libertà di manifestazione del pensiero - ha detto Benini - Ma la Corte Costituzionale su una circostanza simile ha, in più occasioni, dichiarato infondato il contrasto normativo. È evidente che il consigliere comunale Bacciga abbia come unico scopo quello di farsi conoscere e apprezzare in certi ambienti. Non dimentichiamo infatti che con poco più di 200 preferenze è entrato per il rotto della cuffia in consiglio comunale ed è uno dei consiglieri meno operosi. Ma si sa, al giorno d'oggi quello che conta in politica non è lavorare per il bene dei cittadini ma far conoscere al mondo il proprio nome".

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