Tasse e polemiche, l'affondo della Lega Nord: "Irpef comunale triplicata da Tosi"

Il Sindaco scaligero aveva aspramente criticato Luca Zaia per la decisione di resuscitare l'addizionale Irpef per completare la Pedemontana, ma in queste ore è giunta la replica durissima del Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Verona Paolo Paternoster

Un'addizionale Irpef per completare la Pedemontana, una tassa sgradita inanzitutto al Sindaco scaligero Tosi che qualche giorno fa non aveva perso l'occasione per rinfacciare al Governatore del Veneto Luca Zaia una scelta giudicata inopportuna: "Nonostante le promesse elettorali di due anni fa di non mettere le mani nelle tasche dei veneti, il governatore Zaia resuscita l'addizionale Irpef: oltre che incapace di tener fede alla parola data agli elettori, si conferma assolutamente inadeguato nel gestire investimenti per le grandi opere pubbliche".

Questo era stato il commento piccato da parte del leader di "Fare!" Flavio Tosi. Ma in queste ore, dopo accaniti botta e risposta con la Regione, è pevenuta anche la pronta replica da parte direttamente della sponda leghista scaligera, per bocca nientemeno che del Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Verona Paolo Paternoster.

L'affondo del Segretario Provinciale è duro e incalza Flavio Tosi proprio su uno dei temi che maggiormente "scotta" la pelle dei cittadini, vale a dire quello della tassazione: "Verificando bene gli aumenti delle tasse locali, abbiamo riscontrato una verità che molti cittadini, probabilmente, non si immaginano minimamente. Parliamo dell'Irpef comunale - argomenta Paternoster - la cui aliquota può essere aumentata o diminuita solo dal Sindaco della città. Dopo aver controllato in modo preciso, abbiamo riscontrato che, negli ultimi anni, proprio il Sindaco del Comune di Verona ha deciso di aumentare la tassa locale (Irpef comunale) di quasi il triplo, facendola schizzare dallo 0,3% del 2010 allo 0,8% attuale, che è il massimo che si può pagare in Italia".

Insomma, un'accusa tutt'altro che velata quella scagliata contro il primo cittadino veronese, al quale viene imputata la più antica ed abusata delle incongruenze, quella cioè tipica del calzolaio dalle scarpe rotte, predicar bene e razzolare male. Paternoster poi aggiunge esempi numerici alla sua critica, mirando ad anallizzare le ricadute economiche all'interno delle famiglie veronesi delle scelte fiscali operate dal Sindaco Tosi: "Per colpa di questi aumenti ogni famiglia media veronese, con un reddito annuo lordo di 30.000 euro, subisce aumenti di tasse a favore del Comune di Verona per oltre 70 euro, passando dai precedenti euro 90 (aliquota dello 0,3%) agli attuali 160 euro annui (aliquota 0,8%). Altro esempio: avendo, invece, un reddito familiare di 50.000 euro lordi annui, addirittura l'aumento per ogni famiglia veronese è di più del doppio, passando dai precedenti 150 euro agli attuali 320 euro: un vero salasso! Ecco chi mette veramente le mani nelle tasche dei cittadini veronesi".

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