Ancora caos sul governo. Pasetto: "Dicano che ci vogliono fuori dall'Europa"

Il presidente di Area Liberal attacca Lega e 5 Stelle e sostiene Tosi nel suo appello a creare in Italia un movimento sul modello francese di "En Marche" di Emmanuel Macron

Si vanno sempre più esaurendo le reazioni emotive, seguite alla mancata partenza del "governo del cambiamento", quello che Giuseppe Conte avrebbe guidato con il sostegno di Lega e Movimento 5 Stelle. Un governo di Carlo Cottarelli rischia di fare la stessa fine e così riprende vigore l'ipotesi di un nuovo tentativo di Lega e 5 Stelle, con la novità di Fratelli d'Italia annunciata dalla leader Giorgia Meloni. L'alleanza diventerebbe a tre e più solida in parlamento, ma il problema sembra essere sempre quello di Paolo Savona, l'uomo che la Lega vorrebbe al Ministero dell'Economia e che è stato rifiutato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In tutto questo continuo rimescolamento di carte, chi è fuori dai giochi prova a riorganizzarsi e critica la forze politiche attualmente in minoranza. Da Verona, Flavio Tosi sostiene che sia necessario creare in Italia un nuovo contenitore politico sull'esempio di "En Marche" di Emmanuel Macron in Francia. E a sostegno di Tosi si è subito schierato Giorgio Pasetto, presidente di Area Liberal.

Chiedo a tutti i cittadini silenti anche nella nostra città di non avere paura a contrastare questa cultura sfascio-leghista che ha visto unirsi Salvini e Di Maio in una farsa - scrive Pasetto - E chiedo a leghisti, 5 Stelle, e alle forze che dovessero allearsi con loro, di dichiarare senza mezzi termini il loro obiettivo dell'uscita dall'Euro e dall'Europa e chiedere quando ci saranno le elezioni il voto per questo. Questa si chiama trasparenza politica, così poi vedremo realmente cosa sceglieranno gli italiani.

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Che l'Europa sarà un discrimine forte alle ancora ipotetiche prossime elezioni, lo crede anche Vincenzo D'Arienzo, parlamentare veronese del PD. "Noi non metteremo in discussione l'appartenenza atlantica dell'Italia", sostiene D'Arienzo, il quale teme che il piano della Lega sia quello di uscire dall'Europa per stringere un patto di cooperazione e collaborazione con la Russia di Vladimir Putin.

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