Nuovo stadio, Bertucco: «Devastante per la viabilità. Serve una Ztl»

Il consigliere comunale ha analizzato lo studio del traffico legato al project financing: «Conferma la mancanza di serietà dell'amministrazione Sboarina e dei proponenti»

Rendering del nuovo stadio

Istituire, in occasione degli eventi sportivi, una zona a traffico limitato nel quartiere Stadio di Verona. Una ztl simile a quella del centro storico e aperta ai soli residenti, la quale obbligherebbe tifosi e gli altri cittadini a raggiungere il quartiere a piedi, in bici o utilizzando i mezzi pubblici e obbligherebbe l'amministrazione comunale a trovare aree di sosta esterne alla nuova ztl. La proposta è stata avanzata da Verona in Comune e Sinistra in Comune e per presentarla le due liste civiche hanno organizzato un incontro pubblico per mercoledì 27 novembre 2019 alle 20.30 in Sala Lucchi. All'assemblea pubblica parteciperanno il consigliere comunale Michele Bertucco, il consigliere in terza circoscrizione Marco De Pasquale e l'urbanista Giuseppe Campagnari.

Il titolo della serata sarà «Nuovo Stadio - un progetto di cartapesta» e già dal titolo s'intuisce che non si parlerà solo della nuova zona a traffico limitato che si vorrebbe istituire nel quartiere. Argomento centrale sarà il project financing del nuovo stadio che Verona e Sinistra in Comune stanno analizzando. Ed uno degli aspetti presi in considerazione dalle civiche di Bertucco è proprio la mobilità.

Lo studio del traffico presentato dai proponenti il project per il nuovo stadio è molto leggero e spartano: su 43 pagine, oltre ad una pagina con il titolo ed una pagina con l'indice, ci sono solo 15 pagine di testo e ben 28 pagine di planimetrie e foto - scrivono Bertucco e i suoi sostenitori - Nel testo non ci sono valutazioni quantitative sulla mobilità. L'unico riferimento ad atti del Comune di Verona è molto datato. Viene citato, infatti, il Pgtu (1999-2000), per le valutazioni sulla rete stradale esistente.
Nello striminzito piano della viabilità, si anticipano i risultati dello studio: «La viabilità esistente e di progetto è in grado di sostenere l'insediamento e di garantirne l'accessibilità sul piano viabilistico», dimenticando che il nuovo stadio è un insieme di attrattori di traffico diversificati e funzionante 365 giorni all'anno, con gli ovvi riflessi sulla vivibilità del quartiere già prigioniero settimanalmente della congestione e del caos causati dagli eventi sportivi.
I redattori del testo dimostrano una scarsa conoscenza dell'area interessata dal progetto e del quartiere Stadio (si parla di stadio Bentegodi ubicato nel popoloso quartiere di "Borgo Nuova") e non conoscono i gravi disagi del quartiere in occasione degli incontri di calcio. Si legge che «la situazione della rete stradale e dei parcheggi nell'area dello Stadio, utilizzata fino ad oggi, ha dimostrato la capacità di poter accogliere situazioni di crescita, anche repentina, di traffico e di affluenza concentrata di persone senza ripercussioni rilevanti sulla viabilità locale»; realtà ben diversa da quella che vivono quasi settimanalmente gli abitanti del quartiere. Le nuove attività commerciali, gli uffici, il nuovo albergo e le altre attività previste dal progetto comporteranno un incremento del traffico quotidiano e queste criticità non potranno certamente essere risolte con la realizzazione di 800 posti auto interrati sotto allo stadio. Anzi questi posti auto potranno essere ulteriori attrattori di traffico.
In buona sostanza questo studio conferma la mancanza di serietà dell'amministrazione Sboarina e dei proponenti che da un lato magnificano le progressive sorti del nuovo stadio, destinato ad essere non solo contenitore sportivo ma anche arena musicale, polo ricettivo e area commerciale funzionante 7 giorni su 7, e dall'altra parte sacrificano a questi scopi tutta la viabilità di quartiere, che già oggi va nel caos ad ogni partita di campionato, e tutti i parcheggi pubblici esistenti. Questo approccio contravviene tra l'altro i pareri della Provincia che affermava la necessità di «uno studio del traffico approfondito che, a differenza di quello preliminare presentato, consideri e analizzi gli indotti viabilistici legati non solo alle attività sportive ma anche a tutte le differenti attività e funzioni che si concentreranno nella medesima struttura sia in concomitanza degli eventi calcistici e sportivi in genere, sia in maniera autonoma nell’arco dell’anno».

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