Il nuovo partito euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis” vaglierà i programmi per le politiche nel Nordest

La formazione “mitteleuropeista” o per meglio dire “euroaquileiese”, costituita di recente a Udine, con alle spalle trentennali tradizioni di promozione socioculturale, cerca analogie nelle regioni legate dalla comune appartenenza storica all'antico e potente Patriarcato di Aquileia, prima Mitteleuropa unita tra Adriatico e Danubio. Vi rientrò per secoli anche la stessa Verona, cui spettava accogliere i Patriarchi al loro primo ingresso nel territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Costituito a Udine raccogliendo significative esperienze ed istanze del civismo locale e guidato dal prof. Alberto Travain, promotore sin da giovanissimo, da tre decenni, delle tradizioni che uniscono i popoli a cavallo delle Alpi centro-orientali, il neonato partito euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis”, nella prospettiva delle imminenti elezioni politiche, si propone di valutare al momento, alla ricerca di punti comuni, i programmi delle forze politiche esprimenti candidati in un Nordest, parte di quell'“euroregione” ante litteram che fu l'antico Patriarcato di Aquileia, prima Mitteleuropa unita, tra Danubio, un tempo, poi, tra la Drava, il Lago Maggiore e il Mare Adriatico, e oggi possibile base ideale di un sempre più stretto libero raccordo interregionale e transfrontaliero niente affatto fuori dalla storia. “Il precedente, negli anni '70, della comunità di lavoro Alpe-Adria non pare sia stato superato dagli eventi, innanzitutto in termini di promozione di uno spirito comune mitteleuropeo recuperante radici profonde”. Anche Verona, per lunghi secoli, rientrò nella vasta giurisdizione aquileiese, realtà ecclesiastica che fu matrice spirituale importante sia della cultura friulana che veneta, trentina, tirolese, lepontina, orobica, e così austriaca, bavarese, slovena, croata, ungherese, “passate memorie oggi da tradursi nei termini laici e progressisti di un programma culturale, economico, sociale, politico, in grado non solamente di ripensare a una rete di rapporti internazionali ma di costituire identità d'unione e di comune azione in un Vecchio Continente alla deriva. Se l'Europa può essere considerata un sogno attraversante secoli e millenni, la Mitteleuropa è stata un'esperienza variamente vissuta e da recuperare nell'attualità ripartendo dalle sue origini culturali da condividere e da far condividere, pur in termini laici, inclusivamente”. Curiosità storica: spettava proprio alla città di Verona accogliere i Patriarchi aquileiesi al loro primo ingresso nel vastissimo territorio sotto la loro giurisdizione!

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