Nuovo centro commerciale a Verona Est? "È l'ultimo regalino dell'amministrazione Tosi"

Il consigliere comunale per Verona in Comune e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, prende di mira l'ex sindaco per il Pua che sarebbe stato approvato il 9 giugno, due giorni prima della tornata elettorale

Prima di andarsene, Tosi e la sua giunta hanno voluto fare alla città un ultimo regalino di salute, approvando il Pua (Piano urbanistico attuativo) per la realizzazione del terzo centro commerciale a Verona Est. La Cercola andrà quindi ad aggiungersi ai già esistenti "Le Corti Venete" e "Verona Est". Si tratta di un complesso di 52 mila metri quadri il cui cuore è la parte commerciale da 25 mila mq ma comprendente anche residenziale per 19 mila metri quadri e terziario per 8 mila circa.

Queste le parole di Michele Bertucco, consigliere comunale Verona in Comune e Sinistra in Comune, che attacca così l'ex sindaco e la sua amministrazione, che avrebbero messo in "cantiere" il progetto poco prima del voto dell'11 giugno.  

Prevista ma non attesa, la delibera è stata pubblicata ieri all’albo comunale ma la sua approvazione risale al 9 giugno, due giorni prima del voto amministrativo. Stranamente Tosi non ne ha fatto parola in campagna elettorale: coda di paglia? paura della reazione dei veronesi che poi l’hanno punito lo stesso? A chi serve allora questa opera?

Sta di fatto che Immobiliaria Srl (il cui amministratore era stato pizzicato nella lista Pessina) ora ha tutte le carte in regola per completare l’iter amministrativo. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori a giugno 2018 con la realizzazione del parcheggio scambiatore (220 miseri posti auto più 8 stalli bus dispersi nel mare magnum del centro commerciale); l’avvio del cantiere vero e proprio è invece fissato ad aprile 2019 con conclusione prevista a giugno 2020.

Risulterebbe tutto in regola dal punto di vista dell’impatto viabilistico e dell'inquinamento: del resto il piano del traffico è stato curato dallo studio Fabbiani (lo stesso privato che ha realizzato il piano della viabilità di Verona Sud) che sotto questo punto di vista è sempre una garanzia. Unica voce fuori dal coro l’Arpav che - sebbene l’area sia già percorsa dal tronco di tangenziale in ingresso alle autostrade - prevede un ulteriore “peggioramento della qualità dell’aria per effetto delle emissioni atmosferiche prodotte sia dalle attività commerciali sia dal traffico veicolare attratto”; un “aumento dell’inquinamento da rumore” ed una “consistente perdita di suolo per effetto della estesa impermeabilizzazione dell’area causata sia dalla realizzazione di parcheggi sia dalle strutture commerciali/abitative”.

C’era bisogno dell’ennesimo centro commerciale destinato a replicare i marchi e i negozi già presenti alle Corti Venete, ad Adigeo, a Verona Uno e alla Grande Mela impattando negativamente sulle piccole attività commerciali del quartiere? Certamente no, sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario e ne chiederemo conto in una apposita commissione consiliare.

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