Quell'oscuro oggetto della politica, la donna. Doppia mozione in Comune contro l'aborto

Roventi polemiche a Palazzo Barbieri dopo la presentazione da parte dei consiglieri leghisti Zelger e Grassi di due mozioni dai toni antiabortisti: "Verona città a favore della vita". Pd: "I dati sugli aborti sono in costante calo, e questo grazie alla legge che si contesta"

La giunta Sboarina sulla scalinata di Palazzo Barbieri

Il Consiglio comunale di Verona ha visto presentate due differenti mozioni dai consiglieri leghisti Alberto Zelger e Anna Grassi, entrambe aventi come fulcro il tema dell'aborto. La prima reca in oggetto la seguente dicitura: «Iniziative per la prevenzione dell'aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della Legge 194/1978». La seconda invece investe direttamente i «bambini non nati», avendo cura di spiegare che con tale espressione «si intendono i frutti del concepimento di presunta età gestionale fino alle 28 settimane, il cui sviluppo si interrompe per qualsiasi causa e per i quali non è prevista la registrazione anagrafica». L'invito esplicitamente rivolto in questa seconda mozione, i cui firmatari oltre ad Anna Grassi sono Vito Comencini, Roberto Simeoni, Andrea Bacciga, Daniela Drudi, Alberto  Zelger e Paola Bressan, è quello di «promuovere sul territorio comunale un'adeguata celebrazione della "Giornata internazionale dei bambini mai nati" prevista il 15 ottobre», ma anche di «individuare uno spazio adeguato per la sepoltura dei "bambini mai nati" in prossimità del monumento omonimo, già presente nel Cimitero monumentale di Verona».

La mozione Zelger, firmata dal Sindaco

Stessa atmosfera politica anche leggendo il testo della prima mozione che, tra gli altri firmatari, conta anche il sindaco di Verona Federico Sboarina, dove è possibile leggere testualmente affermazioni ai limiti dell'inverosimile: «La legge 194 - riporta la mozione avanzata da Zelger - si proponeva di legalizzare l'aborto in alcuni casi particolari (violenza carnale, incesto, gravi malformazioni del nascituro etc.) e di contrastare l'aborto clandestino, mentre ha contribuito ad aumentare il ricorso all'aborto quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l'aborto clandestino (in merito viene citata quale fonte un articolo de ilSussidiario ndr)».

La mozione di Zelger propone poi all'amministrazione comunale di dare «congruo finanziamento» al "Progetto Gemma", vale a dire «una specie di adozione in anonimato» per fornire sostegni economici con offerte volontarie alle mamme in difficoltà per «consentire di portare a termine con serenità il periodo di gestazione», ma anche sostenere il progetto "Culla Segreta", stampandone e divulgando i manifesti pubblicitari, progetto che consente in questo caso l'adozione in anonimato dei bambini che altrimenti verrebbero abortiti. Ciliegina sulla torta finale, la proposta di «proclamare ufficialmente Verona "città a favore della vita"».

"Ignorata la soggettività femminile"

Non sono ovviamente mancate le proteteste dinanzi a un simile scenario. Tra i primi a levare gli scudi, gli esponenti del Partito democratico Federico Benini ed Elisa la Paglia: «La mozione di Zelger, sottoscritta anche dal Sindaco Sboarina,  per la “prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità”, è una proposta intrisa di ideologia. Basti dire che su 1.440 parole che compongono il testo, la donna è citata direttamente solo quattro volte, e sempre come soggetto passivo, bisognoso di "informazione" e di tutela sanitaria. In quanto ideologica, la mozione ignora volutamente tutto ciò che riguarda la soggettività femminile che invece ha avuto un ruolo fondamentale nell’ispirare le leggi sull’aborto e sul parto in anonimato, di cui in questo testo si parla dunque a sproposito e con citazioni arbitrarie. Altrettanto volutamente si continua a fare confusione tra pillola abortiva e pillola del giorno dopo. Restando ai dati oggettivi, - concludono i due consiglieri - la realtà delle cose è che i dati sugli aborti sono in costante calo, e questo grazie alla legge che si contesta, e alla consapevolezza e alla responsabilità che nel corso dei decenni si è creata attorno all’argomento».

"Mozione intrisa di banalità e falsità"

Ancor più duro il commento in merito del consigliere comunale di Sinistra in Comune Michele Bertucco: «La mozione affastella una quantità incredibile di banalità e falsità - incalza Bertucco - all’unico scopo di marcare un certo tipo di territorio politico. Cosa vuol dire che Verona deve essere "città per la Vita"? Forse che prima di Zelger e Sboarina i veronesi erano per la morte? Che le donne che interrompono la gravidanza hanno un comportamento omicida? Siamo in aperto terreno di fondamentalismo politico. Non corrisponde a verità che la legge sull’aborto sia stata prevista solo per taluni casi particolari ed eccezionali, e altrettanto falso è che non sia riuscita a scardinare il fenomeno della mammane e degli aborti clandestini. Chi sostiene il contrario attenta alla salute oltre che alla dignità delle donne. Verona - conclude quindi Bertucco - non ha bisogno di accapigliarsi su questi temi già regolati da una legge dello Stato, la città ha bisogno di una amministrazione che governi e faccia ciò che ha promesso per il benessere della città, se ne è in grado».

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