Mostra sui Maya. M5S: "Basta eventi culturali in mano agli speculatori"

La mostra che sta per terminare alla Gran Guardia è organizzata da Kornice, il cui direttore, A.B., è stato condannato per gonfiato l'afflusso dei visitatori ad una precedente mostra

Ultimo giorno oggi, 5 marzo, per visitare la mostra "Maya. Il linguaggio della bellezza", che ieri ha richiamato tantissimi visitatori in coda per ore per entrare in Gran Guardia. Mostra al centro di una polemica politica del Movimento 5 Stelle locale non tanto sui contenuti ma sull'organizzazione. "Prima era Inca, adesso Maya. Prima era a Brescia, adesso a Verona. Prima si faceva chiamare Artematica, ora Kornice. Una cosa, però, non è cambiata: il direttore, A.B. - scrivono i 5 Stelle - Proprio alla vigilia della chiusura della mostra in Gran Guardia, dal tribunale di Brescia arriva la notizia della condanna al pagamento di ottocentomila euro a carico dello stesso A.B. ù. L’accusa: aver gonfiato illegittimamente l'afflusso di visitatori, per intascare i bonus, previsti dal contratto siglato dal Comune. Oltre al procedimento in sede civile, su A.B. incombe anche il processo penale, la cui udienza è prevista per il 13 marzo, a Treviso".

"Avevamo denunciato la vicenda e l'amministrazione comunale ci ha risposto negando coinvolgimenti diretti con A.B. - spiega Alessandro Gennari, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle -. Ma resta il fatto, evidente, che il direttore di Kornice, che ha allestito la mostra sui Maya in Gran Guardia è lui, e che le sue vicende giudiziarie erano ben note quando ottenne l'incarico da parte dal Comune. La vera domanda è: come si fanno gli eventi culturali a Verona? Ci sono delle verifiche prima di sottoscrivere contratti con privati? La Gran Guardia ha tutte le carte in regola per essere un eccezionale contenitore di cultura: metterla nelle mani degli speculatori significa perdere molte occasioni. Ora c’è da sperare, almeno, che ci siano verifiche sui ricavi di questa mostra che come ogni iniziativa di questa amministrazione manca di trasparenza".

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"Va sottolineato - aggiunge il consigliere comunale Gianni Benciolini - che la concessione della Gran Guardia per la mostra è stata completamente a titolo gratuito, salvo il pagamento dell’Iva di 16mila euro, che è un obbligo di legge. Quando sollevammo il caso, il sindaco Flavio Tosi ci rispose che non c’era nessuna condanna. Ora la condanna è arrivata: come minimo A.B. e la sua società non devono poter più lavorare per il comune di Verona".

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