La "terza media" di Teresa Bellanova e i radical chic di destra. Tosi e La Paglia: «Solidarietà»

«Rimango sbigottito per le offese personali rivolte alla neoministra», ha dichiarato Flavio Tosi. La Paglia (Pd): «La differenza dei corpi femminili è un valore, anche in politica»

«Rimango sbigottito per le offese personali rivolte alla neoministra Teresa Bellanova, di cui non condivido molte idee ma che merita rispetto per tanti anni in prima linea per i suoi ideali, indipendentemente dal titolo di studio». A dichiararlo è stato l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, in riferimento alle polemiche suscitate da alcuni quotidiani e commentatori nei confronti della neoministra all'Agricoltura, "colpevole", a detta dei suoi detrattori, di essere in possesso soltanto della licenza di terza media e dunque inadeguata al ruolo.

Come sa bene chiunque abbia avuto modo di ripercorrere, anche solo superficialmente, la biografia di Teresa Bellanova, quest'ultima ha iniziato la propria attività lavorativa proprio nei campi all'età di 14 anni, lavorando come bracciante vittima del capolarato pugliese, quello stesso capolarato che poi decise di combattere a 20 anni entrando a far parte della federazione dei braccianti della Cgil. Tralasciando il prosieguo della sua carriera politica, basti in questa sede ricordare che al tempo, siamo negli anni '70 (la Bellanova è del '58), l'obbligatorietà scolastica in Italia si fermava alla durata del ciclo di otto anni, elementari e medie per l'appunto. Il fatto che la neoministra dell'Agricoltura abbia iniziato a lavorare nei campi subito dopo la scuola, dovrebbe renderla simpatica a coloro che spesso con enfasi e foga militante si dicono "vicini al popolo" e, invece, oggi la dileggiano come l'ultima delle popolane. Simili detrattori, qualcuno, forse loro stessi, li definirebbe dei radical chic, questa volta di destra evidentemente.

Ma la neoministra non è stata attaccata sul piano personale solo per quel che riguarda il suo percorso scolastico, vi è stato infatti anche chi l'ha sbeffeggiata per il suo vestito e il suo fisico mostrati nel corso della cerimonia del giuramento al Quirinale: «Questa non è politica. Questa non è civiltà. - ha duramente sentenziato il consigliere comunale Flavio Tosi - Chi insulta ha idee deboli e confuse. Le battaglie politiche si fanno sul merito, sui contenuti, sul confronto-scontro di ideali. A volte anche con durezza, ma sempre con lealtà. Povero è chi si attacca ai chilogrammi o ai vestiti. Serve davvero tornare alla politica. Di attacchi, bassezze, slogan, urla, miserie non se ne può francamente più».

Sul tema è arrivato in queste ore anche il commento di un'altra consigliera comunale a Verona, questa volta esponente del Partito democratico come Teresa Bellanova, vale a dire Elisa La Paglia: «I corpi delle donne - spiega la consigliera dem Elisa La Paglia -  finalmente emergono in politica. Le donne nei ruoli apicali sono ancora una netta minoranza nel nostro paese, anche in politica. È ancora acerba però una cultura che faccia della differenza dei corpi un valore invece di un demerito. Ieri è stata attaccata Maria Teresa Bellanova oggi Paola De Micheli domani sarà qualcun’altra. Non esprimo loro solo solidarietà, - conclude la consigliera comunale Pd - ma gratitudine, perché scegliendo di non nascondere i loro corpi (come impone il dress code a tutti gli uomini attorno a loro) hanno mostrato di esserci ed esserci nella differenza, anche nella differenza dallo stereotipo di bellezza di questo tempo». 

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