Assunzione medici non specializzati in Veneto, Pasetto: «Manodopera a basso costo»

Non gradisce Giorgio Pasetto l'annunciata iniziativa del governatore Zaia che prevede l'assunzione negli ospedali veneti di 500 medici abilitati, ma non specializzati

medico - immagine d'archivio

«Salireste su un aereo condotto da un pilota al primo anno di corso? Questo è quello che, secondo il governatore leghista del Veneto Luca Zaia, potrebbe toccarvi nei pronto soccorso di un ospedale pubblico della nostra Regione». Con queste parole Giorgio Pasetto, membro dell’assemblea di +Europa e presidente di Area Liberal, si rivolge ai cittadini di Verona e a tutti i veneti, in riferimento all'annuncio dato nelle scorse ore dal presidente Zaia di voler assumere 500 medici abilitati, ma non specializzati per fronteggiarne il bisogno all'interno delle strutture ospedaliere.

«Si tratta in realtà di un vergognoso tentativo di ottenere manodopera a basso costo nei pronto soccorsi degli ospedali pubblici che vengono gradualmente depauperati da una politica incompetente». Così interpreta tale iniziativa, con toni aspramente critici, Giorgio Pasetto che poi aggiunge: «Non è questa la risposta alle carenze dei nostri ospedali pubblici. Numero chiuso nelle università e difficoltà di accesso alle specializzazioni mediche - conclude Pasetto - sono il problema da risolvere. Serve più personale sanitario negli organi decisionali e meno politici incompetenti».

L'iniziativa avanzata dalla regione dovrebbe avere un costo complessivo di circa 25 milioni di euro, mentre sarebbero 320 i medici abilitati che dovrebbero finire a lavorare nell'area del Pronto Soccorso ed altri 180 in quella delle medicina internistica. La misura di carattere "straordinario" prevede per i 500 che verranno selezionati anche un percorso formativo a cura della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica. In una breve nota pubblicata nelle scorse ore, il presidente Zaia ha rivendicato nuovamente la bontà dell'iniziativa: «Dopo aver indetto concorsi per centinaia di assunzioni, senza riuscire nemmeno a coprire tutti i posti offerti, - spiega Zaia - dopo aver deliberato di reinserire pensionati e medici "a gettone", abbiamo elaborato questa soluzione su cui lavoriamo da mesi e la cui possibilità ci viene offerta dal nuovo Piano SocioSanitario regionale, che è legge. Ci saranno inevitabilmente quelli che la contesteranno - conclude Zaia - ma una cosa mettiamo al primo posto: non vogliamo tagliare né chiudere reparti. Per tutto il resto, resisteremo in ogni sede».

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