Assunzione di medici non specializzati, Ferrari: «Sboarina si opponga»

Il consigliere comunale di Verona Civica-Traguardi chiede l'intervento del primo cittadino scaligero per contrastare le delibere con cui la Regione Veneto intende risolvere il problema della carenza di medici

(Foto di repertorio)

«Peso el tacon del buso». Usa il dialetto veronese il consigliere comunale di Verona Civica-Traguardi Tommaso Ferrari per criticare le delibere della Regione Veneto per l'assunzione di 500 dottori non specializzati negli ospedali veneti. Il modo di dire veronese si può tradurre così in italiano: «Peggio il rattoppo del buco», ed è facile comprendere il significato. Per Ferrari, la soluzione trovata dal presidente Luca Zaia per risolvere il problema della carenza di medici non risolverà il problema e peggiorerà la situazione. Per questo il consigliere comunale di minoranza ha chiesto al sindaco di Verona Federico Sboarina di intervenire, in qualità di massima autorità sanitaria della città «È suo il compito di alzare la voce - scrive Ferrari - Lo schieramento politico qui non c’entra, siamo tutti coinvolti».

Questa mossa di Zaia suona come un vero e proprio insulto contro i tanti giovani medici, che non accedono alle scuole di specialità per carenza di fondi, e rischia di mettere in seria discussione i servizi resi alla popolazione veronese - prosegue Tommaso Ferrari - È del tutto ovvio che medici senza specializzazione che hanno svolto un corso di sole 96 ore non possono essere paragonati a chi svolge un percorso pluriennale di formazione, e i rischi sono sotto gli occhi di tutti: mentre la qualità delle cure offerte dalle strutture pubbliche della regione diminuirà, tanti specializzandi capaci saranno sempre più attratti da carriere all’estero o nella sanità privata. Una città come Verona, strategica nel sistema sanitario regionale anche perché sede universitaria, non può permettersi di passare con leggerezza su una decisione simile.
C'è solo una cosa da fare, se il sindaco ha a cuore l'interesse dei cittadini più delle appartenenze politiche: convocare università, sindacati, Ordine dei Medici, tutti compatti nell'essere contrari a queste delibere, e fare una nota congiunta alla Regione affinché torni sui suoi passi.

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