Nel Giorno della Memoria Verona scende in piazza contro via Almirante

Un gruppo di associazioni antifasciste ha organizzato un presidio in piazza Bra per le 17.30 di lunedì 27 gennaio. «Vittime e carnefici non si possono equiparare»

Giorgio Almirante

Ora è pronta anche a scendere in piazza la Verona che è contro l'intitolazione di una via della città a Giorgio Almirante. Un gruppo di associazioni antifasciste ha organizzato un presidio in piazza Bra per le 17.30 di lunedì 27 gennaio, la data in cui si celebra il Giorno della Memoria, ricorrenza istituita a livello internazionale per ricordare le vittime dell'Olocausto. «Intendiamo scendere in piazza, schierandoci al fianco delle vittime di ieri e di oggi, rinnegando ancora una volta i carnefici ed invitiamo tutte e tutti ad unirsi a noi in questo momento in cui lo sdoganamento del periodo più buio della nostra storia sembra a volte davvero vicino», scrivono gli organizzatori della manifestazione.

Le motivazioni del presidio sono state spiegato in un comunicato sottoscritto da: Assemblea 17 dicembre, Circolo Pink Lgbte Verona, Pink Refugees Lgbt Migrant Group Verona, Suburban, Azione Antifascista Verona, Potere al Popolo!, Rifondazione Comunista, Adl Cobas, Laboratorio Autogestito Paratod@s, Attiviste Antispeciste Verona, Comitato Verona Pride, Arcigay Verona, Arcigay Pianeta Milk Verona, Cub Verona, Sat Pink Verona e Padova, Osservatorio Migranti Verona e Cub Trasporti Verona.

L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Sboarina non perde occasione per diffamare la nostra città - si legge nel comunicato - Dopo aver negato per il secondo anno consecutivo le sale pubbliche a conferenze sul contesto storico in cui sono maturati i conflitti del confine orientale, e averne viceversa patrocinate e sponsorizzate altre allineate alla narrazione sulle foibe della retorica della destra, ora si lancia in una azzardata manovra di cerchiobottismo.

L'«azzardata manovra di cerchiobottismo» è la decisione del Comune di Verona di dare sia la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta da giovane ad Auschwitz, sia il nome Giorgio Almirante ad una via della città. Una controversia che ha spaccato la cittadinanza tra chi ritiene che le due scelte non siano compatibili, perché Liliana Segre ha rischiato di morire a causa di quel fascismo mai rinnegato da Almirante, e chi invece sostiene il contrario.

In piazza, lunedì prossimo, ci scenderà chi ha scelto di stare dalla parte di Liliana Segre e quindi chi crede che una città Medaglia d'Oro per la Resistenza che vota unanimemente di dare la cittadinanza onoraria ad una donna scampata ad un campo di concentramento non può ricordare con una via anche un uomo che è stato sostenitori delle leggi razziali.

Ci sembra evidente l'ennesimo tentativo di equiparare vittime e carnefici, inseguendo quel progetto tanto caro alle destre che vorrebbe la "pacificazione nazionale" e la "condivisione della memoria" - scrivono gli organizzatori della manifestazione - Una "pacificazione" che contribuirebbe a sdoganare formazioni politiche come Casa Pound, Forza Nuova, Fortezza Europa e tante altre, che si rifanno direttamente al nazifascismo, e che vengono costantemente patrocinate, supportate e sponsorizzate, a Verona ed altrove, da amministrazioni locali e governi.
Quando i politici tentano di manipolare la storia a proprio piacimento significa che la situazione è davvero grave, se consideriamo che una delle prime azioni che mettono in atto i regimi dittatoriali è proprio quella di mettere mano ai libri di storia, epurandoli dalle vicende a loro scomode.

E contro all'intitolazione di una via a Giorgio Almirante si sono schierati anche le sezioni locali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Il sindaco, la giunta e la maggioranza, vogliono confondere la storia mettendo sullo stesso piano la proposta di cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre e la scelta di intitolare una via ad Almirante - scrivono i sindacati - Noi scegliamo di stare con Liliana Segre per dare valore alla libertà, la libertà che la Senatrice ha riavuto dopo l'umiliazione della deportazione e il dolore della prigionia, la libertà conquistata per tutti con la lotta di Resistenza nella quale molti hanno sacrificato la vita, la libertà fondata sui diritti democratici sanciti dalla Costituzione, per la quale la senatrice è di magnifico esempio nel sostenerne e promuoverne i valori.
Almirante fu protagonista della scena politica italiana ma dalla parte di chi i diritti, la democrazia li tolse e proprio per questo, non lo dobbiamo confondere con chi invece i diritti costituzionali li ha conquistati e ne ha fatto il valore di una vita. Calcare la scena politica può rendere famosi ma sono solo i valori che rendono meritevoli le persone di essere ricordate e portate ad esempio intitolando loro una via o una piazza. Almirante no! Con questa decisione i nostri amministratori dimenticano per l’ennesima volta di essere rappresentanti di tutti i cittadini veronesi, non solo di chi li ha votati, per questo chiediamo al prefetto di farsi interprete di valori democratici sanciti dalla Costituzione e auspichiamo che dalle istituzioni democratiche, dal mondo civile, della cultura, dell'economia si alzi forte la richiesta per l'amministrazione comunale receda dalla scelta di intitolare la via ad Almirante, condizione indispensabile per riconoscere pienamente la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

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