Screzi in maggioranza e assessori con le valige a Verona? «Giunta alla frutta»

La Lega litiga con gli alleati e tre membri dell'esecutivo sembrano attirati dalla sfida elettorale regionale. Bertucco e PD attaccano, ma anche i democratici perdono un pezzo: la veronese Orietta Salemi lascia il partito

Giunta comunale di Verona

Pare che nell'ultima riunione della giunta comunale di Verona sia stata firmata la tregua tra i gruppi che sostengono il sindaco Federico Sboarina. Dopo le critiche della Lega rivolte agli alleati Fratelli d'Italia e Verona Domani e le successive repliche, l'esecutivo cittadino è tornato ad ostentare unità, anche se le prossime elezioni regionali potrebbero suonare irresistibili per alcuni assessori veronesi. Il vicesindaco Luca Zanotto e gli assessori Filippo Rando e Daniele Polato potrebbero candidarsi e, in caso di elezione in consiglio regionale, potrebbero lasciare il loro posto in giunta

E di fronte agli screzi e ad un'amministrazione che potrebbe perdere pezzi, le forze di opposizione hanno nuovi argomenti per attaccare la maggioranza. «L'immagine desolante che l'amministrazione Sboarina offre di se stessa conferma che questa amministrazione è arrivata alla frutta e che è strutturalmente incapace di occuparsi dei problemi della città - sostiene il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - La stagione della transumanza dalle liste civiche ai partiti forti della maggioranza non è bastata a ricomporre una maggioranza che ora litiga apertamente anche su singole mozioni o ordini del giorno. Tutti i punti del programma elettorale sono impantanati per effetto di un micidiale mix di incompetenza e indifferenza, vedi filobus o la stessa aggregazione Agsm-Aim. Il doppio ruolo di molti esponenti della maggioranza che si dividono tra Roma e Verona non permette nemmeno di garantire il numero legale in consiglio e nelle commissioni. Chi comanda in questo momento a Verona? Comandano gli interessi privati di alcuni imprenditori che con i soldi si stanno comprando fette importanti di città, dall'ex Manifattura Tabacchi ai cosiddetti Adige Docks».

L'unica delibera di peso portata finora in consiglio comunale riguarda il project financing del nuovo Stadio, intervento che non era nemmeno nel programma elettorale - aggiungono i segretari provinciale e cittadino del Partito Democratico Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, insieme ai consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani - Il resto è tutto fermo: il filobus è nel pantano, l'aggregazione di cui doveva essere protagonista Agsm rischia di saltare per le incertezze dei vicentini, quartieri e circoscrizioni sono preda di una guerra per bande.

Però anche il Partito Democratico ha perso un pezzo a livello regionale. La consigliera veronese Orietta Salemi è passata al gruppo misto. «La mia è una scelta intima e personale, che riguarda me, la mia coscienza e il mio rapporto con il partito. Non posso restare dentro un partito che non sento più come la mia casa, di cui faccio fatica a capire scelte e incertezze a livello nazionale e locale».

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