Tangenti nella sanità lombarda. La bufera investe anche Tosi. Il M5S attacca

Paola Canegrati, al centro dell'inchiesta sulla corruzione in Lombardia, aveva finanziato la campagna elettorale del sindaco di Verona alle ultime elezioni. I grillini vogliono sapere perché

Quello che sarebbe bello sapere è perché un leghista lombardo abbia chiesto come favore ad una sua amica imprenditrice di finanziare la campagna elettorale di un ex leghista che alle ultime regionali si era candidato proprio contro il candidato della Lega Nord.

I protagonisti di questa vicenda si intuiscono e fanno parte di una storia più grande, l'inchiesta sul malaffare all'interno della sanità della Regione Lombardia. Inchiesta che ha portato il leghista lombardo Fabio Rizzi e la sua amica imprenditrice Paola Canegrati, la quale ha finanziato con 10.000 euro, tramite la onlus Pangea a lei riconducibile, la campagna elettorale di Flavio Tosi, che alle ultime regionali si era candidato contro Zaia.

Il tutto non è un'ipotesi investigativa, perché i finanziamenti che Tosi ha ricevuto sono pubblici e tra questi è presente anche quello di Pangea. In sua difesa però Tosi ha dichiarato di non aver mai conosciuto la Canegrati. Difesa che il capogruppo consiliare del M5S Gianni Benciolini vuole sentire anche in Consiglio comunale e per questo proporrà un'interrogazione.

Di fronte al Consiglio comunale il sindaco dovrà spiegare se davvero non ci sono mai stati rapporti con Paola Canegrati e le ragioni di quel finanziamento.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Flavio Tosi è davvero sfortunato - scrive Benciolini - dopo essere comparso in un filone dell’inchiesta MOSE in relazione al progetto di costruzione del nuovo ospedale di Padova, dopo essere finito anche nell’indagine Aemilia ed indicato da alcuni come referente del clan Grande Aracri, compare anche negli atti del procedimento che ha condotto in carcere il braccio destro di Roberto Maroni. Il M5S di Verona auspica che il sindaco sia in grado di giustificare la ragione del consistente bonifico di cui il suo partito ha fruito, evitando di ricorrere alle consuete battute quali spazzatura, immondizia, macchina del fango".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sotto le vigne della Valpolicella a Negrar emerge un vero tesoro archeologico

  • Tragico incidente tra scooter e autocarro: morta una donna di 43 anni

  • Indagine nazionale di sieroprevalenza al coronavirus: ecco i Comuni veronesi coinvolti

  • In vigore la nuova ordinanza di Zaia e per la prima volta si parla di sagre e discoteche

  • Via libera a circoli culturali, baite alpini e parchi divertimento: ma quando riapre Gardaland?

  • Nuova ordinanza del sindaco di Verona contro movida e assembramenti: il testo completo

Torna su
VeronaSera è in caricamento