Leghista veronese discriminata a Bruxelles. «Casa di sinistra, non ti affitto»

Jessica Polo, consigliera comunale di Minerbe, ha accettato di fare da assistente a Paolo Borchia, da poco eletto nell'Europarlamento. Ma nella capitale belga, una stanza non le è stata affittata per ragioni politiche

Borchia e Polo (Foto Facebook)

Bruxelles, XXI secolo. Ad una militante della Lega viene negata una stanza in affitto per ragioni politiche. Non amo la dietrologia, ma le assonanze tra una certa sinistra moderna e alcuni regimi del passato iniziano ad essere impressionanti.

Con queste parole il neo eurodeputato veronese Paolo Borchia ha commentato l'immagine di una conversazione condivisa sul suo profilo Facebook.

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Lo scambio di battute è tra Jessica Polo e un affittacamere italiano a Bruxelles. Jessica Polo è una consigliera comunale di Minerbe ed ha accettato di fare da assistente a Borchia. Per questo si è messa a cercare una camera in affitto nella capitale belga, dove ha sede l'Europarlamento. Purtroppo, come si legge nella conversazione, una camera le è stata rifiutata per ragioni politiche.

La ragazza non si è comunque persa d'animo e ha continuato la ricerca di una sistemazione. Nel frattempo, tanti colleghi di partito le hanno inviato tanti messaggi di solidarietà. E anche il ministro veronese Lorenzo Fontana, via social ha scritto: «Solidarietà a Jessica. Chissà se la discriminazione in questo caso vale come reato oppure no».
Ma oltre alla solidarietà, sono apparsi anche commenti di tenore opposto, cioè di chi vede in questo episodio una sorta di contrappasso, accusando la Lega di aver fomentato odio e discriminazione.

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