Lavori pubblici in crescita del 35 per cento

La citt scaligera, assieme a Venezia e Padova, tra i mercati pi dinamici

Lavori pubblici in crescita del 35 per cento
Nella nostra regione il numero dei lavori pubblici ha registrato un andamento sostanzialmente positivo. In linea con le dinamiche nazionali, si è assistito a un incremento del valore rispetto all’anno precedente da un miliardo e 655 milioni di euro a 2 miliardi e 847 milioni. Il Veneto, differentemente da quanto avvenuto a livello nazionale, registra anche una crescita dei bandi di gara soprattutto per effetto di un sostanziale aumento delle piccole opere affidate, grazie alla nuova legge regionale sui lavori pubblici, con procedura diretta. Il numero delle gare è così salito in un solo anno del 14 per cento, mentre gli importi si sono elevati addirittura del 72 per cento, essenzialmente per le maxi gare dei presidi sanitari, delle strutture extraospedaliere e delle realtà socio sanitarie.

A scattare la fotografia dei lavori pubblici in Veneto nel 2008 e a ipotizzare i futuri scenari provinciali per l’anno in corso è l’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti, che commenta l’indagine e le statistiche elaborate dall’Osservatorio regionale degli appalti e dal Cresme ricerche spa. I bandi per lavori in provincia di Verona sono stati 248 per un valore complessivo di 223 milioni di euro. La dinamica è all’insegna della crescita con più 35 per cento rispetto allo scorso anno e con il più alto livello di spesa dal 2005, pari al 16 per cento del totale veneto. Cresce pure il numero d’interventi con un più 13 per cento rispetto allo scorso anno. “Il mercato di Verona - illustra Massimo Giorgetti - è fortemente sbilanciato sui tagli piccoli che rappresentano il 56 per cento del numero complessivo, mentre le quote principali della spesa riguardano i tagli medi (58 per cento del totale) e le grandi opere”.

L’analisi delle procedure mostra anche il diffuso ricorso alle gare aperte in provincia di Verona, con cui viene affidato il 94 per cento del numero degli interventi e l’89 per cento del valore delle opere. Le quote scendono al 4,5 e al 9,9 per cento con le procedure ristrette. Più del 72 per cento del numero di gare compete ai comuni, poi alla Provincia per il 10 per cento: passando, però, alla spesa, il ruolo dei comuni scende al 40 per cento, seguito dalle aziende speciali con il 21 per cento. “Da segnalare c’è la difficoltà di decollo nella nostra regione rispetto alle altre realtà italiane - spiega l’assessore - del partenariato pubblico e privato che si conferma legato sostanzialmente alle grandi opere e che quindi rappresenta unicamente il 6,2 per cento del valore complessivo delle gare.”

Il buon andamento del mercato veneto è confermato dai dati dell’Albo pretorio regionale on line che ha registrato 1.320 gare per lavori pubblici per un valore di 1,4 miliardi di euro. “A caratterizzare il mercato veneto rispetto al dato nazionale - ribadisce Massimo Giorgetti - è il recupero dei piccoli appalti sino a 500 mila euro: sono il 49 per cento del totale degli interventi che coinvolgono solamente le imprese venete perché chiamate a gara direttamente dalla stazione appaltante.” Nel dettaglio il confronto provinciale evidenzia come i mercati più dinamici siano quelli di Verona, Venezia e Padova. Venezia è la prima per importo dei bandi e delle gare; Padova si distingue per il maggiore importo degli incarichi di progettazione; Verona risalta invece per il maggior numero e per il maggiore importo di opere da realizzare in partenariato pubblico e privato.

“Sul piano della gestione dei lavori continua a ridursi - ricorda l’assessore Giorgetti - il numero di quelli conclusi in ritardo, così come aumentano quelli (dal 19 per cento dello scorso anno al 22 per cento) portati a compimento prima della data fissata dal bando: la classifica provinciale - spiega l’assessore - premia Rovigo ed evidenzia alcune difficoltà nella provincia di Treviso. Crescono, poi, le denunce di contenzioso quasi raddoppiate da un anno all’altro, mentre decrescono del 27 per cento le sospensioni dei lavori. Cala, invece, del 24 per cento il numero delle varianti in corso d’opera. Infine, su piano dei costi, il processo gestionale risulta complessivamente sempre più virtuoso con un risparmio al momento della chiusura dei lavori dell’8 per cento.” Due ultime curiosità: si è assistito a una crescita del tasso di ribasso che ha superato la soglia del 14 per cento e il 64 per cento delle imprese si è aggiudicata l’incarico con una unica gara. “Nel futuro, se si osservano con attenzione gli atti di pianificazione, la domanda - conclude Massimo Giorgetti - si concentrerà nel trasporto, nella difesa del suolo e nell’edilizia sanitaria: secondo i dati di programmazione i 92 principali committenti veneti hanno pianificato per il 2009 -2010 oltre 3.700 interventi per un costo totale di 10 milioni e mezzo di euro.”
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