Ikea, Bertucco: "Amministrazione Sboarina sempre più arrendevole"

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune: "A quanto sembra il "no" solenne a nuovi centri commerciali è durato poco. E non è chiaro come saranno superati i vincoli delle nuove sul consumo di suolo"

L'area della Marangona, dove si ipotizza possa sorgere Ikea

Mentre il Comune di Verona e il Consorzio Zai battibeccano su dove insediare l'Ikea a Verona, il colosso svedese rivuole i soldi dell'accordo preliminare. Il presidente del Consorzio Zai Matteo Gasparato si è impuntato e ha dichiarato che l'Ikea si farà nell'area della Marangona oppure non si farà a Verona, mentre l'assessore all'urbanistica Ilaria Segala ha aperto alla possibilità di insediare l'area commerciale in altre zone, ribadendo che è il Comune che decide e non il Consorzio Zai. Intanto, il consigliere comunale Michele Bertucco dichiara che "Ikea rivuole i soldi del preliminare" e prosegue "una richiesta che è un obbligo contrattuale e che si trasforma in uno scontro politico".

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L'amministrazione Sboarina è sempre più arrendevole nei confronti del colosso svedese e sembra ormai pronta a concedere un centro commerciale leggermente ridotto - commenta il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune - A quanto sembra il "no" solenne dell'amministrazione a nuovi centri commerciali è durato poco. Una proposta quella dell'Ikea che, per quanto ridotta, prevede tra vendita mobili (40mila mq) e centro commerciale vero e proprio (altri 40mila) superfici commerciali due volte Adigeo e tre-quattro volte la tanto vituperata Cercola. Il Consorzio Zai ha firmato un preliminare con Ikea e si è fatto versare una caparra di 3,6 milioni di euro pur non avendo nessuna certezza sulla destinazione urbanistica dell'area della Marangona e ora il presidente Gasparato ci racconta essere in difficoltà perché, in vista dell'arrivo di Ikea, il Consorzio Zai deve pagare entro ottobre 2018 le aree acquisite per un valore di tre milioni e mezzo di euro. Ma voi firmereste un contratto di acquisto di un area senza avere la certezza della destinazione urbanistica? E ad oggi non è chiaro come l'amministrazione comunale di Verona pensi di superare i vincoli delle nuove normative regionali sul commercio e sul consumo di suolo.

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