Fusione Agsm-Aim, il PD denuncia scarsa trasparenza: «Basta opacità»

Sull'argomento si è tenuto un vertice a Palazzo Barbieri, definito «carbonaro» dai democratici che dicono: «Ne erano all'oscuro il cda di Agsm e tutti i consiglieri comunali di minoranza di Verona e Vicenza»

I sindaci di Verona e Vicenza, Sboarina e Rucco

I sindaci di Verona e Vicenza, Federico Sboarina e Francesco Rucco, i capigruppo di maggioranza dei due consigli comunali e i presidenti di Agsm e Aim, Daniele Finocchiaro e Umberto Lago. Sarebbe stata aperta solo a questi invitati la riunione che si è tenuta ieri, 3 giugno, a Palazzo Barbieri. L'incontro ha prodotto come esito la volontà da parte delle due città di portare avanti la fusione tra Agsm e Aim, nell'attesa di sapere se sarà accettata da Ascopiave l'offerta presentata dalle due aziende partecipate insieme ad A2a. 

Non un brutto esito, in fin dei conti, ma per il Partito Democratico di Verona il problema è la trasparenza. Il segretario provinciale del PD Maurizio Facincani, quello comunale Luigi Ugoli e i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia ed Stefano Vallani hanno definito «carbonaro» il vertice di ieri. 

Ne erano all'oscuro lo stesso consiglio di amministrazione di Agsm e tutti i consiglieri comunali di Verona e Vicenza che non fanno capo alle maggioranze dei sindaci Sboarina e Rucco - scrivono gli esponenti del PD - La riunione di ieri stabilisce dunque la vittoria della linea delle "segrete stanze". E a distanza di poche settimane dalla sua approvazione, la mozione per la trasparenza, per la collegialità delle decisioni e per la puntuale informazione del consiglio comunale della capogruppo leghista Anna Grassi è già carta straccia. Grassi non ha niente da dire a proposito? Conta così poco la Lega rispetto a Battiti?
Il sindaco chiarisca la strategia per la principale azienda partecipata della città. Basta opacità.

I quotidiani vicentini, però, parlano di una nuova ipotesi sul tavolo, secondo cui Agsm e Aim avrebbero riaperto le porte ad un ipotetico terzo partner industriale per creare un soggetto economico ancora più grande e competitivo. «La tesi viene suffragata indirettamente da una nuova super consulenza da 82mila euro attivata da Agsm e che vede beneficiario il professor Gregorio Gitti della Gitti & Partners, lo stesso professionista che aveva redatto lo studio preliminare della fusione Agsm-Aim - commenta il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere: a distanza di due anni, dopo mille promesse e annunci, questo passaggio rimette di nuovo tutto in gioco, carte e strategie. A questo punto diventa pertanto di vitale importanza per il consiglio comunale conoscere ufficialmente come stanno le cose dalla viva voce del presidente di Agsm Finocchiaro, dell'assessore alle partecipate Polato e del sindaco Sboarina. A questo proposito ho già provveduto a chiedere la convocazione di una commissione consiliare».

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