Fondazione Arena, incontro tra sindacati e parlamentari sulla legge Bray

Si è parlato anche di privatizzazione, dove è netta la chiusura del M5S. Intanto il consigliere comunale Bertucco scova una delibera che potrebbe aumentare la conflittualità tra Comune ed ente lirico

"Intendiamo far cultura, sapendo che c’è il rischio di far poco profitto, o sperare nel magnate di turno che si improvvisi mecenate? È questa la risposta che va data ai lavoratori della Fondazione Arena". Comincia così il commento della deputata veronese 5 Stelle Francesca Businarolo dopo l'incontro che si è tenuto all'hotel San Marco tra i sindacati della Fondazione Arena e i parlamentari veronesi di tutti i partiti. Il confronto si è concentrato su due tematiche: legge Bray e apertura ai privati. L'iter dell'ente lirico veronese per accedere alle agevolazioni economiche della legge Bray è ancora in corso ed è fondamentale, perché senza questi aiuti il bilancio della Fondazione difficilmente potrà risanarsi. Un problema economico che potrebbe essere alleviato grazie al contributo di qualche mecenate. Il sovrintendente Giuliano Polo, però, non vuol sentir parlare di privatizzazioni, anche se alcuni partiti politici hanno espresso posizioni meno categoriche al riguardo.

"Come Movimento 5 Stelle - prosegue Businarolo - non vogliamo che si attendi un magnate e vogliamo che ai lavoratori del settore siano garantiti contratti adeguati per salvaguardare la nostra tradizione culturale. La tendenza da parte dell'ex governo Renzi e di quello attuale, invece, è quella di privatizzare. Rimangono poi da chiarire alcuni punti fondamentali della legge Bray, come quello del pareggio di bilancio. Ecco perché l'obiettivo comune della politica veronese dev’essere quello di portare in parlamento la voce dei lavoratori. Poi spetta a chi ha maggiori contatti con i ministeri dare risposte adeguate".

Intanto, il consigliere comunale di Verona Piazza Pulita Michele Bertucco ha posto l'accento su una recente delibera della Giunta comunale di Verona che ridefinisce i rapporti tra Fondazione Arena e Comune sull'utilizzo dell'Arena e che potenzialmente potrebbe aumentare il contrastro tra Comune e Fondazione. In questa delibera è stata recepita la volontà dell'ente di non occuparsi più degli eventi extra lirica. "Pertanto - scrive Bertucco - a Fondazione Arena o alla sua controllata Arena Extra toccheranno i soliti indennizzi per gli allestimenti e i disallestimenti effettuati in occasione dei concerti pop più una quota prestabilita sugli incassi degli eventi extra lirica fino ad un tetto massimo di 1,1 milioni di euro a stagione. Oltre tale tetto i proventi verranno incassati direttamente dal Comune".

Lo stesso Bertucco chiarisce che l'attuale soluzione è solamente provvisoria, in attesa di una nuova convenzione tra Comune e Fondazione. Risulta però ovvio "che il Comune rimane incentivato a massimizzare il numero dei concerti pop con conseguente compressione dell’attività lirica", spiega il consigliere comunale, perché una volta superato il tetto di 1,1 milioni di euro per la Fondazione Arena, i soldi che restano sono tutti per il Comune, che quindi più eventi extra lirici concede e più incassa. 

"Inoltre resta nel limbo la situazione di Arena Extra e di alcune attività o progettualità ad essa riferite - conclude Bertucco - È chiara la volontà di Fondazione Arena di non avvalersi più dei servizi di questa sua società strumentale, per il semplice fatto che negli anni Arena Extra non ha mai dato utili significativi e non ha mai avuto bilanci trasparenti. Che cosa si aspetta a liquidarla e mettere in campo un forte piano di rilancio della lirica?".

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