Tosi riparte da Verona e Silvio pensa a lui per contrastare la leadership di Matteo Salvini

L'ex Sindaco riparte da Verona come "capogruppo di minoranza" in Consiglio comunale, ma con un occhio di riguardo agli scenari politici nazionali dove Berlusconi è impegnato a contrastare le ambizioni a "candidato del centrodestra" del leader del Carroccio

"Si riparte da Verona, tutto era cominciato da Verona e si ricomincia da qua. Prima di essere Sindaco per dieci anni sono stato per tredici anni consigliere comunale, gli ultimi nove come capogruppo di minoranza, ora si ritorna a fare il capogruppo di minoranza cercando ancora di lavorare nell'interesse della città". Sono le parole parte prima che l'ex Sindaco scaligero Flavio Tosi pronuncia a pochi passi da Palazzo Barbieri, indicando le linee guida del suo futuro politico da amministratore locale.

Eppure non è tutto qui, perché c'è anche una parte seconda che lascia intravedere all'orizzonte grandi manovre nell'area del centrodestra nazionale: "Speriamo di ritornare alla guida di questa meravigliosa città, ma non dimenticando tutte le iniziative che a livello nazionale abbiamo portato avanti in questi anni. L'amministrazione locale con l'impegno nazionale si sposano benissimo, perché sono gli amministratori del territorio quelli che hanno più capacità e conoscenza di tutti i problemi e quindi anche a livello nazionale continueremo a lavorare sempre nel centrodestra, sempre nell'interesse del nostro Paese".

Flavio Tosi non lo ha mai nascosto, anche in Italia serve qualcuno che fuori dai partiti tradizionali, ispirandosi in questo al modello francese di Macron, funga da base d'appoggio a un candidato dell'area di centrodestra in vista delle prossime politiche. Chi possa essere il candidato difficile dirlo ora, quel che è certo è che a deciderlo dovrà essere il Cavaliere, là dove non sia ancora una volta lui stesso a scendere in campo se la Corte di Strasburgo in novembre dovesse smentirne l'incandidabilità dopo la condanna per frode fiscale.

Quale dunque il ruolo di Tosi in tutta questa vicenda? L'aggettivo per definire la parte che l'ex Sindaco veronese si troverà a recitare nei prossimi mesi è semplicemente uno: fondamentale. Primo attore del centrodestra, forse non protagonista, di certo principale antagonista del protagonismo di Salvini. Sì, perché al fondo del reciproco riavvicinamento tra Flavio Tosi e Silvio Berlusconi vi è evidentemente la necessità per il Cavaliere di mostrare i denti al rampante leader del Carroccio che un giorno sì, e l'altro pure, va dicendo in giro di ambire al ruolo di unificatore del centrodestra nazionale.

Ipotesi impossibile ed inaccettabile per Tosi che in Salvini vede una figura politica "divisiva e poco credibile", ma ipotesi appunto sgradita anche allo stesso Cavaliere, il quale non ha mai nascosto la sua antipatia nei confronti di Salvini e delle sue idee su temi come l'uscita dall'Eurozona (Presidente al Parlamento europeo oggi, vale la pena ricordarlo, è un esponente proprio di Forza Italia nonché fedelissimo di Berlusconi come Antonio Tajani).

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Ecco dunque che lo spostamento verso Forza Italia della "forza civica" di Flavio Tosi (con annessi e connessi 4 senatori e 3 deputati) è tutt'altro che fantapolitica, trovando conferma anche in un articolo de La Stampa prontamente rimbalzato sul portale online di "Fare!". L'obiettivo è tracciato, a maggior ragione dopo le recenti dimissioni dell'ex ministro Enrico Costa, rimpolpare una cospicua area di centristi ben disposta a guardare a destra e in particolare verso Forza Italia. E in questo scenario è evidente che il (neo)moderato Flavio Tosi pretenda di svolgere un ruolo di rilievo, dicendo addio al renzismo d'annata e cavalcando l'onda nuova (più o meno) del berlusconismo.

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