Sboarina chiude in pompa magna la campagna elettorale con i big in piazza

Salvini, Zaia, Meloni, ma non Berlusconi sul palco di Piazza Dante. E Quagliariello dichiara: "L'unità del centrodestra e l'apertura alle energie civiche rappresentano un binomio vincente"

Federico Sboarina ha chiuso in bellezza la sua campagna elettorale. Ieri sera, 8 giugno, in piazza Dante, sul palco con il candidato sindaco del centrodestra a Verona sono saliti i big della coalizione che lo sostiene.

Per la Lega Nord hanno preso la parola il leader Matteo Salvini e il presidente del Veneto Luca Zaia. I loro interventi si sono concentrati soprattutto sul tema immigrazione e accoglienza, ribadendo la linea dura che il candidato sindaco dovrebbe seguire in caso di elezione, una linea fatta di porte chiuse a nuovi arrivi. La stessa nota è stata suonata anche dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Doveva esserci anche Silvio Berlusconi di Forza Italia, ma ha dato forfait.

Il candidato sindaco si è messo in luce come presentatore della serata in cui ha voluto dare spazio a tutti i partiti e le liste a lui collegate e quindi anche il Partito dei Pensionati, e le liste Verona più Sicura, Indipendenza Noi Veneto e Battiti per Verona Domani.

Tra i leader nazionali era presente anche Gaetano Quagliariello in rappresentanza di quell'area moderata ma di forte opposizione all'attuale governo PD. "Qui a Verona il centrodestra ha saputo trovare intorno a Federico Sboarina le ragioni dell'unità, costruendo una proposta comune e aprendosi al civismo - ha detto Quagliariello prima del comizio che ha chiuso la campagna elettorale - L'entusiasmo che questa prova di coesione ha saputo suscitare nel nostro popolo sarà la dimostrazione che l'unità del centrodestra e l'apertura alle energie civiche rappresentano un binomio vincente e un patrimonio di entusiasmo da non disperdere".

E anche Quagliariello, come i leader leghisti, ha voluto sottolineare l'opportunità del prossimo referendum per l'autonomia del Veneto: "È un'occasione da non perdere per rilanciare una grande riforma strutturale del rapporto tra Stato e territorio. L'autonomia rappresenta la strada maestra per valorizzare le specificità dei territori e comporre in un quadro unitario i problemi differenti delle diverse aree del nostro Paese".

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