Elezioni regionali. Tiene banco lo scontro Tosi-Zaia e l'Ater ne paga le conseguenze

Il presidente Cordioli si dimette per potersi candidare il 31 maggio e altri due consiglieri fanno lo stesso. Ora l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale rischia il commissariamento. Cordioli: "È scandaloso"

In vista delle elezioni regionali per il Veneto, continua a tenere banco lo scontro tra il primo cittadino di Verona ed il governatore uscente. A mano a mano che si avvicina la data del 31 maggio, la sfida si arroventa sempre più. E ora a pagarne le spese sono le aziende fornitrici di servizi pubblici come energia elettrica, gas, raccolta rifiuti, trasporti e case popolari. In questi giorni al centro della bufera c’è l’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale. Ieri sono state infatti ufficializzate le dimissioni del presidente Niko Cordioli, la cui carica sarebbe stata incompatibile con la decisione di candidarsi alle regionali sotto l’egida di Tosi. Dopo le dimissioni in settimana di altri due componenti, Giovanni Pesenato e Raimondo Dilara, il Consiglio di amministrazione è decaduto, preludio al commissariamento dell’azienda da parte della Regione. Cordioli sbotta: “È uno scandalo. Per motivi politici si commissaria l'Ater, che sarebbe stata retta dal vicepresidente Turozzi fino alla scadenza del mandato”. Ma le tensioni interne duravano da mesi e dopo il cda di venerdì si sono acuite quando Cordioli aveva annunciato le dimissioni, dovendosi mettere nelle condizioni di essere eleggibile. E poi ha fatto votare una proroga di sei mesi del direttore generale dell'azienda, Massimo Giorgetti, un padovano soltanto omonimo del Massimo Giorgetti assessore. Nello scorso cda però Pesenato (ex vicepresidente) aveva contestato la proroga del Giorgetti direttore dicendo che si sarebbe potuta fare il 23 maggio. E sottolineando che il direttore sta promuovendo iniziative elettorali pro-Tosi, nel padovano. “Io mi sono dimesso perché la legge impone a chi si candida di farlo”, replica Cordioli, come riporta L’Arena, “mentre quelle di Pesenato e Dilara sono dimissioni politiche, e hanno impedito che l'azienda venisse gestita dal vice Turozzi, pro-Tosi. E questo la dice lunga sull'assessore Giorgetti, ma soprattutto su Zaia, che in cinque anni mai una volta si è confrontato con le Ater, né ha ascoltato loro richieste. E ora commissaria l'azienda. È scandaloso”. La risposta di Giorgetti, l’assessore, non tarda ad arrivare: “Gli sarebbe bastato non dimettersi e il cda sarebbe rimasto in piedi. Comunque Cordioli si candida e il direttore generale Giorgetti organizza a Padova manifestazioni elettorali a sostegno di Tosi. In ogni caso, presto nomineremo un commissario”.

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