Amministrative 2017. Il PD guarda a sinistra ma è ancora senza candidato

Prove tecniche per una grande alleanza, ma Michele Bertucco di Verona Piazza Pulita vuole garanzie. "Nessuna convergenza con la classe politica che ha governato la città negli ultimi 10 anni"

Tra liste civice e i partiti di destra o centrodestra le candidature non mancano. L'ultima è stata presentata dalla Lega Nord, che per la corsa al ruolo di sindaco di Verona ha scelto Paolo Tosato. La situazione si capovolge se si guarda al fronte politico opposto, dove il PD è ancora alla ricerca di un candidato che possa andare bene a tutti (possibilmente senza passare dalle primarie). Un candidato che poi possa dialogare con i gruppi a sinistra del PD per unirsi in un'unica alleanza.

Le prove tecniche sono in corso come dimostra l'incontro avvenuto sabato 18 febbraio a Palazzo Barbieri voluto da Nadir Welponer, Corrado Brigo e altri interessati a cucire un'alleanza a sinistra con il PD. Ovviamente presenti i rappresentanti del Partito Democratico e anche Michele Bertucco che con Enrico Bertelli e Francesca Bragaja dice di rappresentare "un’area che coinvolge realtà della sinistra politica e sociale e persone del mondo civico, dei comitati e dell’associazionismo da tempo impegnati in un ragionamento sul futuro della città".

"L'avanzamento della discussione risulta condizionato dalle incertezze che caratterizzano l’attuale fase del Partito Democratico, ancora impegnato nella ricerca del proprio candidato sindaco", scrive Bertucco che però più che del candidato sindaco è preoccupato dalle possibili alleanze del PD. Bertucco vuole la garanzia che non ci siano convergenze "con la classe politica che ha governato la città negli ultimi 10 anni". Insomma, con Tosi non si discute.

Il consigliere comunale di Verona Piazza Pulita traccia poi alcuni punti di un possibile programma comune, a partire dalla mobilità. "Intendiamo perseguire un cambio netto di approccio rispetto all'accanimento infrastrutturale degli ultimi anni, che non ha portato a nulla di buono". 

"Sulla Fondazione Arena - conclude Bertucco - diciamo che non è accettabile la prospettiva di una riduzione dell'attività lirica a soli tre mesi all'anno come proposto nel progetto di privatizzazione. In merito alla pianificazione urbanistica riteniamo inevitabile un altrettanto netto cambio di rotta con la necessaria revisione del disastroso Piano degli Interventi Tosi-Giacino. Abbiamo le idee chiare sulle priorità per la città, che ha bisogno di una svolta e non perderemo occasione alcuna per cercare alleanze con chi condivide la voglia di cambiare Verona, in meglio".

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