Discarica di Pescantina: tre azioni per risolvere il problema

È stato convocato un incontro al Palazzo Scaligero tra le varie parti per decidere le azioni da intraprendere, dopo il dissequestro disposto dal tribunale, per evitare situazioni di pericolo

Nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, il vicepresidente e assessore all'Ambiente Fabio Venturi ha convocato un incontro per decidere le azioni da intraprendere dopo il dissequestro della discarica di Pescantina e per evitare future situazioni di pericolo e inquinamento. Erano presenti i delegati di Prefettura, Regione del Veneto, Arpav, Azienda Ulss 22, Consorzio Smaltimento Rifiuti Verona 2, il dirigente provinciale del settore Ambiente, Carlo Poli. Erano presenti inoltre il sindaco di Pescantina, Alessandro Reggiani, e l'assessore all'Ambiente, Alfonso Marchesini.

I PROVVEDIMENTI - L'incontro era necessario perchè la sentenza di dissequestro del Tribunale prescrive che l'area venga riconsegnata al proprietario (Comune di Pescantina) solo dopo che sia stata regolarizzata la situazione amministrativa (l'autorizzazzione allo smaltimento di Rsu è scaduta nel 2008), e dopo che si sia provveduto ad evitare infiltrazioni e inquinamento. Per osservare le due richieste del Tribunale, oggi sono state decise tre azioni: ​

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  • Comune e Arpav prepareranno un progetto con misure urgenti da realizzare in tempi brevi per ridurre le infiltrazioni di percolato;
  • Comune ribadisce l'intenzione di andare avanti con il progetto di bonifica e messa in sicurezza della discarica di Cà Filissine e dell'adiacente vigneto Ferrari. Il progetto è al momento in attesa della Via regionale. Sullo stesso progetto, la Provincia si era già pronunciata elencando le sue prescrizioni;
  • Provincia, Comune e Regione firmeranno a breve il protocolo d'intesa per sbloccare circa 6-700 mila euro, necessari allo smaltimento del percolato.

“Le tre mosse decise oggi - dice l'assessore Venturi - all'unanimità rappresentano la via concreta per affrontare il problema della discarica di Pescantina. Al tavolo hanno partecipato tutti i soggetti pubblici coinvolti e abbiamo condiviso i passi da fare. Il dissequestro disposto dal Tribunale, per ora, non è realizzabile senza gli interventi di bonifica. Il progetto del Comune rappresenta la soluzione e, se tutto andasse positivamente, a metà 2013 potrebbero già iniziare i lavori. In futuro la discarica sarà destinata ad accogliere rifiuti speciali non pericolosi, che è materiale inodore e non putrescibile, diversamente dal rifiuto solido urbano”.   

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