A22, niente accordo tra gestore e governo. D'Arienzo: «Danni per Verona»

Il senatore veronese del Partito Democratico interviene sul mancato rinnovo della concessione alla società di cui Verona è socia e che aveva previsto lavori alle infrastrutture per 2 miliardi di euro

(Foto di repertorio)

Autostrada del Brennero ha deciso di ricorrere al Tar contro la delibera del Cipe del 28 novembre 2018 che mette a repentaglio il patrimonio della società che gestisce la A22 Modena-Brennero. E i soci della Brenner Corridor non hanno sottoscritto l'accordo di cooperazione interistituzionale sul Brennero. «Un doppio rifiuto contro il governo che impedisce il rinnovo della concessione con gravi danni per Verona», ha commentato il senatore veronese del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo.

La concessione della tratta autostradale A22 Brennero-Modena è scaduta dal 2014 e doveva essere rinnovata entro il 30 novembre scorso. «Il percorso avviato a gennaio 2016 dal ministro Delrio e le amministrazioni pubbliche socie di Autostrada del Brennero non è stato rispettato dal governo grillo leghista - prosegue D'Arienzo - Gli atti convenzionali di concessione dovevano essere stipulati entro il 30 settembre 2018, ma quel termine è stato spostato al 30 novembre. Il governo, prima voleva imporre la sua maggioranza nel comitato paritetico di indirizzo e coordinamento del Brenner Corridor, poi voleva nominarne il presidente con diritto di veto e, infine, quando l'accordo è stato individuato, ci ha messo la tegola attraverso il Cipe la cui decisione, nei fatti, penalizza gli investimenti riducendo i margini e, secondo quanto hanno scritto i soci della Brenner Corridor, risultano pregiudizievoli alla bancabilità del piano economico-finanziario. Una doppia risposta che rallenterà tutto».

Il rischio è che la concessione sia affidata in gara pubblica e non più alla gestione diretta di Autostrada del Brennero, di cui Verona è socia.

Per Verona il ritardo causato dal governo avrà importanti ricadute - conclude il senatore PD - Nei lavori per 2 miliardi di euro per interventi infrastrutturali, la società ha inserito opere come la terza corsia tra Verona e Modena e la terza corsia dinamica Bolzano Sud-Verona, le barriere antirumore, le aree di servizio di Affi e Povegliano e i contributi alle Province per opere esterne all'asse autostradale (il finanziamento per la mediana provinciale da Nogarole Rocca a Isola della Scala). Altro intervento importante per noi è, successivamente alla valutazione di sostenibilità economico-finanziaria, la creazione del polo logistico intermodale Isola della Scala in sinergia con il Consorzio Zai-Quadrante Europa.
Aggiungo il problema del casello di Verona Nord, un imbuto per tutti gli automobilisti che viaggiano sulla tangenziale che proviene dalla Valpolicella. Occorre metterci le mani con un progetto serio e definitivo, oltre al fatto che bisogna pensare a rendere il casello di Verona Nord l'uscita che serve anche l'aeroporto Catullo. Il casello attuale crea solo disagi e non distingue il traffico locale con quello autostradale e quello aeroportuale. Va potenziato senz'altro. E il governo grillo leghista sta impedendo tutto questo.

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