Sanzioni Russia e immigrazione, le dure critiche di Tosi al governo: "Solo propaganda"

Le sanzioni che Lega e M5S dicevano di voler levare alla Russia sono state riconfermate anche dall'Italia, mentre la redistribuzione dei migranti nei Paesi europei ottenuta dal governo Conte è solo su "base volontaria". Così parlò Flavio Tosi: "Governo impalpabile"

Nel giorno di Pontida, momento simbolo per la Lega di Salvini partner di governo del Movimento 5 Stelle, è un vero e proprio fiume in piena l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale come noto non ha mai gradito l'attuale triangolo di politici sensi Conte-Salvini-Di Maio: «In pochi giorni abbiamo assistito a due casi paradigmatici, - ha spiegato Flavio Tosi - che confermano l'inconsistenza e l'impalpabilità dell'attuale governo giallo-verde, bravissimo a chiacchiere a megafoni e microfoni accesi, mediocre nelle stanze dei bottoni: le sanzioni alla Russia e l'immigrazione, in particolare il nodo della distribuzione dei profughi nell'Unione europea».

Russia: sanzioni "No", sanzioni "Sì"

Sulla questione delle sanzioni alla Russia Tosi non ha impiegato mezzi termini nell'accusare l'attuale governo di aver fatto finora solo propaganda senza cambiamento reale di rotta: «Dopo anni di propaganda, minacce, invettive, promesse incarnate nello slogan "no alle sanzioni alla Russia", il governo Conte a neanche un mese dall'insediamento ha già cambiato idea: "Sì alle sanzioni". Con tanto di documento europeo firmato (anche) dall'Italia che sancisce l'estensione delle stesse per altri sei mesi. Della serie: scusateci ci eravamo sbagliati! E Salvini? Silenzio imbarazzato (e imbarazzante). Ovviamente la decisione dell'Europa è sbagliata e l'Italia ne viene ancora una volta danneggiata. Ma il punto è un altro: è facile fare i bulli in campagna elettorale, poi però ci si accorge che il mondo reale è più complesso, in particolare quello della politica internazionale»

A confermare la posizione critica di Tosi, paradossalmente, è stato in queste ore proprio un esponente della Lega come Stefano Valdegamberi, veronese di Tregnago e consigliere per la Lista Zaia in Regione Veneto: «Dopo le dichiarazioni roboanti dei giorni scorsi e il contratto di governo con cui Lega e 5 Stelle si sono impegnati a mettere fine alle assurde sanzioni alla Russia, - ha detto Stefano Valdegamberi attaccando i pentastellati e i colleghi di partito - l’Italia ha dimostrato per l'ennesima volta di accettare passivamente il diktat Franco-Tedesco. L’appello dei giorni scorsi pare caduto nel vuoto. Le sanzioni alla Russia continuano ad essere rinnovate come prima. La politica ahimè si misura dai fatti, non dagli annunci».

Migranti, nessun obbligo ricollocamenti in Europa

L'ex primo cittadino Flavio Tosi è poi voluto tornare su un tema delicato come quello dell'immigrazione e relativa gestione del flusso di migranti, anche in questo caso rimarcando le distanze reali tra gli annunci e i fatti politici dell'attuale governo giallo-verde: «Bene ovviamente la stretta sulle Ong, - ha spiegato Tosi - anche per dare un segnale all'Ue. Tuttavia il sottoscritto, già nelle scorse settimane, aveva posto una condizione: prendersela solo con le Ong non servirà a nulla se non si bloccano le partenze (come aveva fatto Minniti che ha ridotto gli sbarchi del'80%, fonti Viminale) e non si ottiene dall'Ue la ripartizione delle quote dei veri profughi. Ad oggi non sono state bloccate le partenze, - ha quindi aggiunto Tosi - né stabilite quote di distribuzione dei richiedenti asilo. Sul fronte partenze registriamo piuttosto la visita flop di Salvini in Libia per la costruzione di hotspot in loco e il tragico annegamento di cento persone venerdì nel Mediterraneo, tra cui donne e bambini. Sul fronte Ue invece il fallimentare, per l'Italia, vertice europeo di venerdì, nel quale Conte è stato sconfitto e pure gabbato. Per tenerlo buono, infatti, - ha quindi concluso Tosi - gli hanno dato il contentino di una generica dichiarazione d'intenti scritta con molti (troppi) condizionali e contenente un paragrafetto beffardo: "Nel territorio Ue coloro che vengono salvati dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria". Nessun obbligo sulla distribuzione dei profughi».

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