Niente "Question Time del cittadino" a Verona, il Consiglio respinge la mozione M5S

Il provvedimento avrebbe dovuto consentire l’intervento diretto della collettività alla vita democratica della città, ma la mozione proposta da Marta Vanzetto è stata bocciata

Palazzo Barbieri, sede del Consiglio comunale di Verona

È stata respinta nel Consiglio comunale di giovedì sera, con 23 voti contrari, 2 favorevoli e 7 astenuti, la proposta di delibera sul progetto di partecipazione "Question Time del cittadino", volto ad accrescere l’intervento diretto della collettività alla vita democratica della città.

Il documento, a firma del consigliere del Movimento 5 stelle Marta Vanzetto, puntava all’adozione di un preciso regolamento per la gestione di questa nuova forma di partecipazione, identificando motivazioni, finalità e modalità di svolgimento del servizio. Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri comunale Paolo Rossi di Verona Domani, Alessandro Gennari del Movimento 5 stelle, Michele Bertucco del capogruppo Sinistra in Comune, Stefano Vallani del Pd e Andrea Bacciga di Battiti per Verona.

Gli altri provvedimenti del Consiglio comunale

È stata invece approvata all’unanimità, con 30 voti favorevoli, la mozione presentata dal consigliere di Battiti per Verona Daniela Drudi, che impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona per l’intitolazione del SUEM 118 alla memoria del dottore Giuseppe Castellarin, che ne fu l’ideatore e fondatore nel 1987.

Respinta con 21 voti contrari e 11 favorevoli, la mozione a firma del consigliere Bertucco che impegnava il sindaco e la giunta ad intervenire nei confronti di Fondazione Cariverona perché venga rivista la scelta di sfrattare gli anziani residenti in via Libera, 6 e venga avviato un percorso partecipato di condivisione e tutela delle persone più deboli, quali sono gli anziani residenti nello stabile della Fondazione.

Approvata con 31 voti favorevoli e 2 astenuti, la mozione a firma del consigliere Pd Federico Benini, che impegnava il sindaco e la giunta, a fronte della mancanza di medici di base nella zona di Tomba ex Sud, ad attivare tutte le iniziative necessarie ad individuare locali per poter ospitare almeno un medico e a far ritornare una guardia medica nel quartiere.

All’unanimità è stata approvata, con 34 voti favorevoli, la mozione a firma del consigliere Lista Tosi Alberto Bozza che impegnava l’amministrazione, ad attivarsi perché vengano adottate ed installate misure di sicurezza – quali ad esempio telecamere ed antifurti – idonee ad evitare, o quanto meno scongiurare, il pericolo di nuovi episodi di furto o vandalismo negli impianti sportivi dello Stadio Olivieri e del Centro Sportivo Gavagnin.

Infine, sempre all’unanimità, con 32 voti favorevoli, è stata approvata la mozione a firma del consigliere Verona Domani Marco Zandomeneghi, che impegna il sindaco a formalizzare quanto prima, con le modalità previste dai regolamenti olimpici, la volontà e la disponibilità della città di Verona a ricevere la chiusura dei Giochi Olimpici Invernali 2026 in caso di assegnazione.

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