La commissione parlamentare antimafia torna a riunirsi a Verona

L'ultima volta era stato nel 2015. Il parlamentare del Partito Democratico Diego Zardini: «È importante non abbassare l'attenzione sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio»

Commissione antimafia riunita a Foggia (Foto Facebook - Nicola Morra)

Si riunirà a Verona il prossimo 17 luglio, la commissione parlamentare antimafia. L'organo è attualmente presieduto dal parlamentare del Movimento 5 Stelle Nicola Morra e anche quattro anni fa, nel 2015, quando a presiederla era la democratica Rosy Bindi aveva scelto di riunirsi nel capoluogo scaligero. Il territorio veronesi, infatti, è interessato da fenomeni di criminalità organizzata, come dimostrato anche dalle interdittive firmate dai prefetti o da recenti operazioni di polizia contro il traffico di droga.

È importante non abbassare l'attenzione sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro territorio - ha affermato il deputato veronese del Partito Democratico Diego Zardini - Chiederò ai commissari di focalizzare la loro attività soprattutto sui reati ambientali e quelli legati allo smaltimento dei rifiuti. Non solo a Verona, ma in tutto il Veneto sono ormai centinaia le segnalazioni di depositi irregolari di rifiuti speciali e potenzialmente tossici.

«Da tempo, ha sottolineato Nicola Pellicani, membro della commissione antimafia - sollecitavo il presidente Morra per organizzare una missione sul territorio e oggi la missione è stata finalmente calendarizzata. A breve sarà formalizzato il programma delle audizioni, che coinvolgeranno le autorità, la Procura e la società civile. Come confermano le ultime indagini, il Veneto è un territorio pervaso dalle organizzazioni criminali, dove il rapporto tra mafie, affari e politica è un fenomeno con il quale dobbiamo fare i conti. Nel Veneto, come in tutto il Nord Italia, le mafie sono sempre più presenti in modo capillare attraverso riciclaggio di denaro, estorsioni, penetrazioni nel mondo delle imprese e degli appalti. Un quadro che è emerso con chiarezza dopo gli oltre 100 arresti in un mese, compiuti dalla Dda all'inizio dell'anno, tutti legati a reati riconducibili al fenomeno della criminalità organizzata».

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