Facebook lascia senza social CasaPound. Il Pink denuncia: «Scritte sessiste sui muri»

«Il linguaggio sessista usato - spiegano gli attivisti del Circolo Pink in relazione alle scritte in Veronetta - non è molto diverso dai messaggi di odio di cui le loro pagine erano piene»

Le scritte comparse in Veronetta

«Queste scritte sono apparse davanti al Polo Zanotto, Università di Verona. Il "Mastino" è il locale aperto da CasaPound a Veronetta, il quartiere multietnico della città. La lampante ispirazione all’iconografia tipica dell’estrema destra ci fa ritenere senza troppi dubbi che le scritte siano una protesta da parte di quelle compagini per la soppressione da parte di Facebook dei loro gruppi e pagine». A dichiararlo in una nota sono gli attivisti del Circolo Pink di Verona che entrano nel vivo della querelle venutasi a creare, tra favorevoli e contrari, dopo la decisione presa da parte dell'azienda Facebook di oscurare i profili di CasaPound e Forza Nuova, sia a livello nazionale che locale, in quanto «le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram».

Gli attivisti del Circolo Pink rilevano inoltre all'interno della loro nota, a proposito delle scritte apparse sui muri in Veronetta, come «il linguaggio sessista usato non è molto diverso dai messaggi di odio di cui le loro pagine erano piene. Forse, - proseguono gli attivisti del Pink - Facebook ha capito che era ora di oscurarle, o forse le braccia tese davanti al parlamento italiano hanno colmato il vaso». Il riferimento in quest'ultimo caso è alla manifestazione di piazza che si è svolta nel corso della giornata di lunedì, indetta da FdI e con la presenza anche del leader della Lega Matteo Salvini, per protestare contro la nascita del nuovo governo M5S-Pd-Leu. Sul tema era intervenuto nelle ore successive anche il deputato veronese pentastellato Mattia Fantinati che sui social aveva scritto: «Chiedono più democrazia facendo il saluto romano. Ricordiamo agli amici dell'ordine e della disciplina - aveva poi aggiunto l'On. Mattia Fantinati - che l'Italia è antifascista e che se non lo fosse non sarebbe possibile manifestare in piazza». Un commento ironico quello del deputato, a corredo proprio della foto pubblicata che ritrarrebbe alcuni partecipanti della manifestazione di protesta a Roma mentre sono intenti a fare il "saluto romano".

saluto romano protesta piazza mattia fantinati facebookIl post pubblicato su Facebook dal deputato veronese M5S Mattia Fantinati

In difesa di CasaPound, dopo la decisione presa da parte di Facebook di oscurarne post e account, era invece intervenuta nelle scorse ore l'assessore all'Istruzione della regione Veneto Elena Donazzan, esponente di Fratelli d'Italia ed ospite proprio lo scorso weekend come relatrice in un incontro nell'ambito del raduno nazionale di CasaPound svoltosi a Roncà: «Come può Facebook decidere autonomamente che CasaPound sia un’organizzazione pericolosa? - si chiede polemicamente l'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan - Lo fa partendo da sentenze? Da decisioni di un tribunale? Oppure Facebook ha una linea politica sconosciuta da far rispettare limitando la libertà di opinione, guarda caso all’indomani dell’insediamento di un governo che si preannuncia tra i più a sinistra degli ultimi anni?».

Anche tra i militanti di Forza Nuova non sono mancate le reazioni dopo l'oscuramento dei profili social. Come evidenziato dal dirigente nazionale e coordinatore nord Italia di Forza Nuova Luca Castellini, «la nostra segreteria nazionale ha già dato mandato all'ufficio legale di procedere contro Facebook Italia per il reato di diffamazione e per tutti i reati relativi all'attentato alle libertà di opinione commessi a danno del movimento». Sempre da FN è stata inoltre annunciata una serie di manifestazioni di protesta in dieci città italiane, tra le quali anche Verona, dove è prevista il prossimo 21 settembre in piazza Bra: «La psycho polizia di Zuckerberg e i nuovi "ministeri della verità" nati col più grave governo di estrema sinistra ed antinazionale che l'Italia abbia mai visto - ha dichiarato Luca Castellini - credono di chiuderci la bocca, ma in realtà ci moltiplicheranno sul social più importante di tutti: la strada».

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