Limitare le aperture domenicali, Stefano Casali: «Danno per i lavoratori»

Il consigliere regionale veronese è nettamente contrario alla proposta di legge del vicepremier Luigi Di Maio che vorrebbe imporre il tetto di trenta aperture in un anno tra domeniche e festivi

(Foto di repertorio)

In un periodo di profonda crisi e recessione economica, la chiusura domenicale delle attività commerciali, soprattutto in realtà come Verona che basano il loro tessuto produttivo sul turismo, su rinomati e famosi brand e sull’ospitalità, rappresenta un danno gravissimo che potrebbe portare al licenziamento di migliaia di posti di lavoro. Una fortissima penalizzazione delle realtà economiche del territorio con possibili serie ricadute, non solo sotto il piano occupazionale, ma anche sotto quello dell’afflusso turistico e alberghiero.

Il consigliere regionale veronese Stefano Casali è nettamente contrario alla proposta di legge del vicepremier Luigi Di Maio per limitare le aperture nei giorni festivi degli esercizi commerciali. Le saracinesche dei negozi, in base a questa legge ancora da discutere ed approvare, potrebbero rimanere alzate al massimo per ventisei domeniche e quattro giorni festivi in tutto l'anno, fatte salve alcune deroghe per i comuni metropolitani.

Una legge confusa e pasticciata, non condivisa con le parti interessate, basata su miriadi di parametri dettati da metri quadri commerciali, dimensioni delle città, numero di abitanti, tra vincoli, eccezioni e deroghe, con rimpalli di responsabilità tra Regioni ed enti locali - scrive Casali - Una vera follia targata 5 Stelle che dimostra ancora una volta come il partito di governo, in un periodo drammatico e di recessione per l'Italia, invece di valorizzare ed incentivare le realtà economiche-produttive sane e costruttive, sia ancorato a logiche autolesionistiche e medioevali. Un atto di arroganza che non tiene conto della situazione in cui versano migliaia di giovani e meno giovani che a causa di questa legge rischiano di vedere dimezzati i loro stipendi, se non addirittura perdere il proprio lavoro. Proprio quello che ci voleva in un periodo di profonda recessione economica e che fa registrare tassi di disoccupazione del 10%.
Città come Verona che, grazie anche ad i suoi centri commerciali e le sue attività, beneficiano di flussi turistici festivi che portano respiro a tutto il tessuto economico ed occupazionale, sarebbero fortemente penalizzate. Il lavoro domenicale è già una realtà per quasi 5 milioni di lavoratori in Italia in diversi settori e il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa per lavoro festivo. Una legge che penalizza quindi cittadini, lavoratori, possibili consumatori, attività alberghiere e ricreative e che crea lavoratori di serie A e di serie B, basti pensare ai milioni di lavoratori impiegati in altri settori, per i quali lavorare la domenica è storicamente usuale e normale.

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