Uffici postali a rischio chiusura a Verona, Bozza: «Il Comune si opponga»

Potrebbero chiudere gli uffici di via Marsala, in Valdonega, di via Arsenale, in zona Borgo Trento, e un terzo ufficio in Borgo Roma, o quello di via Scuderlando o quello di via Umago

Foto di repertorio

Nei giorni scorsi si sono svolti una serie di incontri a Palazzo Barbieri tra l'amministrazione comunale di Verona e i dirigenti locali di Poste Italiane. Al centro del confronto ci sarebbe stato il piano di rimodulazione degli uffici postali nel capoluogo, piano che potrebbe portare alla chiusura di cinque uffici e all'accorpamento di un sesto. Ma gli amministratori veronesi stanno trattando per ridurre le chiusure della metà. 

In questo anno potrebbero chiudere gli uffici postali di via Marsala, in Valdonega, di via Arsenale, in zona Borgo Trento, e un terzo ufficio in Borgo Roma, o quello di via Scuderlando o quello di via Umago. Ma a rischio ci sarebbe anche l'ufficio di via da Verrazzano, in zona Navigatori.

L'ultima parola spetta a Poste Italiane, ma la notizia delle possibili chiusure ha iniziato a circolare e dall'opposizione il consigliere tosiano Alberto Bozza chiede all'amministrazione comunale di lavora per evitare la perdita di questi servizi per i cittadini.

L'amministrazione Sboarina non se ne resti con le mani in mano - scrive Bozza - La preannunciata chiusura di diversi presidi postali nei quartieri di Valdonega, Borgo Trento e Borgo Roma, sono preoccupanti. Quella che doveva essere l'attenzione di questa amministrazione, più volte promessa in campagna elettorale, per i nostri quartieri si sta trasformando in un disastro.
Poste Italiane dichiara che "nessun ufficio postale verrà chiuso senza una completa e preventiva condivisione con le competenti autorità comunali" e al tempo stesso l'assessore Padovani, che della Poste Italiane è pure dipendente, dichiara che l'amministrazione comunale non ha alcun titolo per decidere in merito. Uno "scarica barile" poco simpatico e grave in questo inizio d'anno. Se è vero che Poste Italiane ha posto all'attenzione dell'amministrazione un progressivo piano di dismissione di alcuni uffici territoriali lasciando al tempo stesso la possibilità all'amministrazione stessa di intervenire attivamente, Padovani e colleghi si oppongano con fermezza e decisione e non si nascondano dietro il solito paravento del "non dipende da noi", perchè i veronesi li hanno votati per assumersi responsabilità e per dare soluzioni e servizi. Non è possibile privare quartieri come Valdonega, ma anche Borgo Roma e Borgo Trento, di presidi così essenziali. L'immediate conseguenze saranno il disagio garantito specialmente per i più anziani e le lunghe code negli uffici superstiti delle zone limitrofe.

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