Cartellone anti-abortista a Roma, il sindaco di Cerea: "Se lo censurano lì, pronti a ospitarlo"

A Roma è stato esposto dall'associazione "ProVita Onlus" un cartellone con un chiaro messaggio anti-abortista, poi fatto rimuovere. Il sindaco del Comune veronese di Cerea Franzoni si è detto disponibile ad ospitare il manifesto: "Come Amministrazione saremo ben lieti di autorizzare l'esposizione di questo messaggio che esprime il nostro pensiero"

Il post pubblicato su Facebook dal sindaco di Cerea Marco Franzoni

Marco Franzoni è l'attuale sindaco di Cerea, risultato vincitore alle scorse consultazioni con una netta affermazione, una sorta di plebiscito che lo ha visto toccare oltre il 73% delle preferenze. Franzoni è un consulente finanziario e alla passate Amministrative è stato appoggiato dalla Lega Nord, dalla lista Civica per Cerea, oltre che da Progetto Nazionale e Fratelli d'Italia. 

Nella giornata di oggi, sabato 7 aprile, il primo cittadino di Cerea ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una fotografia che ritrae un cartellone fatto esporre nella città di Roma dall'associazione "ProVita Onlus" che sul proprio sito web si presenta come operante «in difesa dei bambini, della vita dal concepimento alla morte naturale». La gigantografia esposta nella Capitale contiene, non a caso, un esplicito messaggio anti-abortista, con tanto di raffigurazione di un feto a 11 settimane dal concepimento e la scritta: «Sei qui perché tua mamma non ti ha abortito».

A corredo dell'immagine pubblicata sui social dal primo cittadino di Cerea Marco Franzoni, quest'ultimo scrive:

«Se il Comune di Roma lo censura, invito "ProVita Onlus" a portare il maxi manifesto incriminato a Cerea.

Come Amministrazione saremo ben lieti di autorizzare l'esposizione di questo messaggio che esprime il nostro pensiero e la nostra volontà a difendere il diritto alla vita. #noaborto»

pannello anti aborto marco franzoni sindaco di Cerea

Il pannello anti-aborto affisso a Roma

In effetti il manifesto di sette metri per undici è stato oggetto di numerose polemiche e proprio nelle scorse ore è stato rimosso dalla Giunta capitolina, a causa del suo messaggio giudicato nettamente in contrasto con la legge 194 dello Stato italiano. Quest'ultima regola infatti dal 1978 l'interruzione volontaria di gravidanza, consentendo alle donne di abortire nei primi 90 giorni di gestazione, mentre tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere all'interruzione della gravidanza solo per motivi di natura terapeutica. 

pannello rimosso anti aborto roma

Il post di "Aurelio in Comune" che rivela la rimozione del pannello

«La rimozione del manifesto è un’inaccettabile violazione della libertà di espressione da parte del Comune di Roma, libertà di espressione che è costituzionalmente garantita.

In quel manifesto non vi era nulla di insolente o aggressivo, ma il Campidoglio avrebbe ordinato la rimozione apparentemente perché sarebbe una violazione dei diritti civili».

Questo è stato nel frattempo il commento rilasciato all’Adnkronos da Toni Brandi, il presidente di "ProVita Onlus", in riferimento alla rimozione del maxi manifesto di via Gregorio VII a Roma. E proprio il presidente Brandi sarà forse contento di sapere che il Comune di Cerea, e chissà forse anche altri nel Veronese, è pronto a trovare uno spazio di sette metri per undici dove affiggere il cartellone anti-abortista rimosso dalla Capitale, così come lo stesso sindaco Franzoni si è premurato di comunicare pubblicamente.

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