«Caso Balotelli» in consiglio comunale. Manifestazione a Palazzo Barbieri

Un gruppo di associazioni si è scagliata contro la mozione presentata dal consigliere Bacciga. Scritte, anche, due lettere aperte, una all'Hellas Verona e l'altra a agli organi di rappresentanza dei giornalisti

Bacciga e Balotelli

Il «caso Balotelli» col passare dei giorni si è sgonfiato. È passata più di una settimana da quando, al Bentegodi, l'attaccante del Brescia ha calciato la palla contro i tifosi dell'Hellas Verona per rispondere ai cori razzisti di alcuni di loro. Quella reazione ha generato una lunga serie di commenti che sono andati via via scemando. Ma anche la politica si è mossa e non solo a parole. Sono state, infatti, presentate tre mozioni da tre consiglieri comunali di Verona, uno di maggioranza e due di minoranza. Con queste mozioni si chiede al sindaco di difendere l'immagine di Verona. E la differenza sta in chi avrebbe infangato il nome della città. Dalla maggioranza chiedono che Verona sia difesa da chi la definisce una città razzista, mentre dalla minoranza si chiede di condannare gli episodi di intolleranza e di distanziarsi da coloro che li negano o li sminuiscono.

Contro la mozione della maggioranza, presentata dal consigliere Bacciga, si sono schierate alcune associazioni veronesi che domani, 14 novembre, si troveranno davanti al Comune alle 17.30, proprio per manifestare il loro dissenso. «Con questa mozione si sta affermando che non è possibile criticare il governo della città, di chi rende famosa Verona solo come laboratorio dell'estrema destra, neo-fascista, misogina e intollerante - scrivono le associazioni - Magari nel considerare diffamatore chi critica un'amministrazione che si sta facendo artefice di politiche di devastazione ambientale o chi critica i modi con cui sono trattati e considerati i dipendenti comunali».

La lista delle associazioni contrarie alla mozione Bacciga comprende Assemblea 17 dicembre, Potere al Popolo, Circolo Pink, Suburban, Azione Antifascista, Palestra popolare Jacovacci, Laboratorio autogestito Paratod*s, Rifondazione Comunista, Comitato Verona Pride e Arcigay Pianeta Milk.

Ma il presidio di domani non sarà l'unica manifestazione di dissenso. Il gruppo di cittadine e cittadini veronesi che si definiscono «aperti al mondo» hanno scritto due lettere aperte: la prima rivolta all'Hellas Verona e la seconda alle organizzazioni di rappresentanza dei giornalisti.
All'Hellas Verona, con la lettera, di chiede «un gesto simbolico di invito ad una delle partite ufficiali di questo campionato ad un cospicuo numero di ragazze e ragazzi richiedenti asilo che vivono nella nostra città e provincia - scrive il gruppo di cittadini veronesi - Molti di loro sono ancora in attesa di vedere riconosciuto lo status di protezione umanitaria, molti altri sono invece stati assunti da numerose attività produttive veronesi. Questo invito si trasformerebbe subito in occasione di inclusione sociale verso chi scappa da fame e guerra e darebbe un segnale forte di ripristino di quelli che sono i veri valori dello sport. Perché come nello sport e in tutta la società riconosciamo solo una razza, quella umana».
La lettera aperta rivolta al mondo della stampa, invece, si concentra maggiormente sulla mozione presentata in consiglio comunale a Verona. «La mozione - si legge nel messaggio - si mette di fatto in discussione l'incondizionata libertà di stampa, si insidia la piena autonomia della stampa stessa e si svaluta una professione che è un elemento di garanzia fondamentale per la costruzione della democrazia. Si minacciano conseguenze, in sostanza, per chiunque racconterà la città e la sua amministrazione in un modo non gradito all’amministrazione stessa. Riteniamo che questa mozione, se approvata, possa costituire un pericoloso strumento per addomesticare l'informazione, per soffocare le opinioni differenti e silenziare le critiche, la libertà di pensiero e di parola di ciascuna e ciascuno. Chiediamo quindi che gli ordini, le associazioni e le federazioni che hanno il compito di tutelare i diritti della categoria e la libertà di stampa prendano una posizione e intervengano al più presto».

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