Ulss 21, calano visite e ricoveri. M5S: "Servizio sanitario depotenziato"

Il consigliere regionale Manuel Brusco: "I pazienti sono costretti a rivolgersi alle strutture private perché su quelle pubbliche non si investe"

Meno visite negli ambulatori e meno ricoveri all'ospedale di Legnago. I dati li ha forniti il commissario straordinario dell'Ulss 21 e la situazione è definita preoccupante dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco

I dati degli accessi e dei ricoveri sono in negativo, così come quelli delle entrate economiche dell’azienda socio sanitaria. Ed è diminuito anche il numero di coloro che si rivolgono al Pronto soccorso di Legnago. "A questo punto è opportuno mettere in risalto il vero stato di salute della sanità dell’Ulss 21 - ha detto Brusco - Da molto tempo non si investe nelle strutture ospedaliere e nel tempo i servizi sanitari territoriali sono stati resi meno appetibili rispetto a quelli delle altre Ulss. Si costringe in molti casi a far sì che l’utenza si rivolga alle strutture private. Il debito dell’Ulss 21 è composto in buona parte dalle fughe di pazienti che cercano cure più veloci ed efficienti in altri territori, salite a 7.500 nel corso del 2015".

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Lunghi tempi d’attesa, riduzione dei posti letto, diminuzione coloro che fanno riferimento al reparto di riabilitazione e recupero funzionale. "In questo reparto si sono contati 108 degenti in meno - ha sottolineato il consigliere regionale - Sembrerebbe un vero calo di utenti che vogliono utilizzare questo servizio sanitario, ma sarebbe opportuno dire che mentre a Zevio i posti nel reparto di recupero e riabilitazione funzionale erano 81 ora a Bovolone sono passati a 35. Senza peraltro che i 20 posti di ospedale di comunità siano stati realizzati, dando così attuazione a quanto promesso nel piano socio sanitario 2012-2016. Nel complesso non si deve essere soddisfatti se visite e ricoveri diminuiscono, soprattutto se prosegue il depotenziamento delle strutture sanitarie e dell’offerta sanitaria in un territorio molto vasto e svantaggiato. Le strutture sanitarie sono così costrette alla dismissione o alla chiusura, come è avvenuto a piccoli passi per Nogara e Zevio".

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