Fondazione Arena, Bertucco: "Rilancio solo con il sostegno di tutti"

Il consigliere comunale chiede che gli enti locali investano più risorse nell'ente lirico. E il deputato PD Vincenzo D'Arienzo tira in ballo anche la Camera di Commercio

Opera in Arena (Foto Ennevi)

La stagione estiva areniana si è chiusa con dati positivi ed è stato già lanciato il cartellone della stagione invernale al Filarmonico. Nel suo anno zero, dunque, la Fondazione Arena è ripartita con il piede giusto, anche se i problemi economici legati al passato non possono dirsi del tutto superati.

Per parlare di rilancio serve il sostegno economico maggiore, sia dal mondo istituzionale e sia da quello delle attività produttive. Di questo sono convinti due esponenti di forze politiche di minoranza, Michele Bertucco consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune e Vincenzo D'Arienzo deputato PD.

Cruciali saranno le prossime mosse dell'amministrazione comunale chiamata a nominare un sovrintendente e un consiglio di indirizzo all'altezza della situazione e a sostenere fattivamente il rilancio - scrive Bertucco - Le parole del sovrintendente-commissario sono chiarissime: da un lato la Fondazione resterà sulla strada del rilancio solo se potrà contare su investimenti certi nel breve e medio periodo. Dall'altro lato Giuliano Polo ha sottolineato l'assoluta esiguità della contribuzione degli enti locali e delle categorie economiche cittadine. Devono fischiare le orecchie del Comune, il cui contributo stabile è di solo 300 mila euro all’anno; della Regione, che spaccia i pochi spiccioli del suo contributo per sforzi sovrumani, soprattutto a fronte di colossali sperperi di denaro pubblico; della Camera di Commercio, la cui reticenza è stata portata ad esempio di atteggiamento equivoco. Fischiano anche le orecchie delle cassandre private che volevano mettere le mani sulla stagione lirica dando un calcio nel sedere al lavoro stabile e adeguatamente retribuito di tanti professionisti.

Il deputato D'Arienzo arriva anche ad ipotizzare un disegno volto a consegnare l'organizzazione della stagione lirica ai privati. 

Vuoi vedere che le cose andavano male perché probabilmente c'era il disegno di ridurre la Fondazione ad uno stato vegetale per favorire soluzioni diverse da quelle pubbliche? - si chiede D'Arienzo - È bastata la volontà e la capacità di chi ci ha sempre creduto, in primo luogo il sovrintendente, il commissario ed i lavoratori, per riaccendere i motori e mettere le basi per tornare ai fasti di un tempo. Solo un  anno fa il sindaco ed il consiglio di indirizzo ne chiedevano la liquidazione coatta amministrativa, le manifestazioni dei lavoratori si ripetevano, cattivi erano i presagi sui conti e sulla qualità dell'offerta. Il resto lo faceva la parte pubblica non versando le quote, anzi, come la Camera di Commercio, chiedeva di chiudere definitivamente i rubinetti. I partecipanti e gli amici di quel disegno privatistico sono stati sconfitti. Alla luce di ciò, al presidente Riello dico: ha aumentato il diritto camerale, ha venduto le quote detenute in A4 ricavando 8 milioni di euro, il 4 ottobre 2016 ha depositato in senato una relazione nella quale scriveva che l'aumento del 20% del diritto camerale era per pagare la quota di partecipazione all'interno della Fondazione Arena, perché non ha ancora versato le quote? Non solo nel 2016, ma perché, nonostante tutto questo, nel bilancio di previsione 2017 non è stata inserita la quota da versare? Visto che il presidente Riello si è impegnato di fronte al parlamento e che di liquidità c’è sempre bisogno, gli chiedo: presidente, perché non mantiene la parola data? D'altronde, è indiscutibile il vantaggio economico per le aziende veronesi.

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