Benini attacca Lorenzo Fontana: «La sua intervista discrimina gli omosessuali»

Si dice «inorridito» il capogruppo dem in Consiglio comunale a Verona che rilancia per martedì il suo ordine del giorno per «la revoca della mozione omofoba approvata nel 1995»

Lorenzo Fontana - immagine d'archivio

«Non è bastato all'ex ministro della famiglia Fontana di essere cacciato dal governo insieme al suo Capitano, per smettere di rilasciare interviste e dichiarazioni omofobe, che proprio a pochi giorni dall'insediamento del nuovo esecutivo ha regalato agli italiani una nuova perla, che ci fa capire ancora di più quanto il movimento di Matteo Salvini sia discriminatorio e omofobo». A dichiararlo è stato il capogruppo del Pd a Verona Federico Benini in riferimento ad un'ampia intervista (nella quale Fontana ribadisce però più volte di non essere omofobo o razzista, così come difende da tali accuse la Lega e Salvini, portando a riprova il fatto di avere «molti amici gay anche a Bruxelles») rilasciata dell'ex ministro della Famiglia Lorenzo Fontana al giornalista Klaus Davi, nella quale ha dichiarato in riferimento agli omosessuali: «Penso che siano rappresentati anche all’interno di questo governo. Non conosco le storie di ognuno, ma presumo ce ne siano diversi» (min. 10.10' video Youtube ndr).

Una frase che il capogruppo Pd Benini non ha esitato a definire «agghiacciante» e che a suo avviso «nasconde un pensiero estremamente discriminatorio nei confronti degli omosessuali, come se fossero persone che devono essere etichettate al pari di chi ha commesso degli illeciti». 

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«Da capogruppo del Pd, - ha quindi attaccato Federico Benini - sono inorridito che quest'uomo sia stato per un anno vicesindaco della nostra città e sono spaventato che a Verona e in Veneto abbia un potere politico enorme. Dopo queste affermazioni, alla capogruppo di martedì, chiedo di inserire l'ordine del giorno, protocollato lo scorso 11 ottobre, di cui sono primo firmatario (insieme al consigliere Bertucco) che chiede la revoca della mozione omofoba approvata in Consiglio comunale nel 1995. Verona non ha bisogno di discriminazioni».

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