Bando nuovo stadio, Sboarina: «Bello e funzionale». Pd: «Bentegodi diventi un parco»

Nel bando vengono mantenute vive entrambe le soluzioni, rifacimento del Bentegodi o costruzione di un nuovo stadio altrove, ma per il Senatore Pd D'Arienzo si tratta di un errore

Lo stadio Bentegodi di Verona visto dall'alto

«Il nuovo stadio è un tema molto sentito e discusso fra i miei concittadini. Oggi (lunedì 15 ottobre ndr) ho avuto l'occasione di presentare l’avviso pubblico diramato direttamente dal Comune, per fare in modo che Verona abbia un nuovo impianto che sia bello, moderno e funzionale». Così si è espresso ieri il sindaco scaligero Federico Sboarina, annunciando l'approvazione della giunta di un avviso pubblico per sondare il mercato e vedere se vi è l'eventuale manifestazione d'interesse da parte di qualche privato, disposto ad investire nel progetto di costruzione di un nuovo stadio di calcio nel capoluogo scaligero. 

Il nuovo impianto dovrebbe poter contenere circa 30mila spettatori, 10mila in meno circa rispetto agli attuali del Bentegodi, e per far partire l'eventuale progetto dovrà necessariamente essere coinvolta anche una delle due (o entrambe) società sportive di riferimento, l'Hellas Verona e il Chievo Verona. Vero nodo della questione è il "dove" potrebbe sorgere il nuovo stadio. Vale a dire, sempre nel quartiere Stadio, sulle "ceneri" del Bentegodi stesso, oppure in un'altra area di proprietà comunale, ma che dovrebbe essere stabilita da chi eventualmente manifesterà il proprio interesse a condurre in porto il progetto.

In ogni caso, sia che l'intervento consista in un rifacimento dell'attuale stadio, sia che si tratti della costruzione ex novo di un impianto situato altrove, dovrebbe essere obbligatorio, secondo il bando, accompagnare il progetto anche con una riqualificazione delle aree del quartiere Stadio. Sull'argomento, tuttavia, si sono però subito concentrate le critiche delle opposizioni, in particolare del Partito democratico che, nella persona del Senatore Vincenzo D'Arienzo, ha fornito una visione tutt'altro che benevola dell'avviso pubblico emanato dalla giunta Sboarina.

«Il nuovo stadio di Verona deve essere costruito altrove e lo spazio attuale all'interno del quartiere deve essere riqualificato a parco pubblico. - ha esordito l'On. D'Arienzo - La manifestazione di interesse avviata dal Comune per la realizzazione di un nuovo stadio, che ritengo sia una necessità considerati i limiti dell'attuale, è sbagliata perché pur comprendendo la possibilità di avanzare più proposte di insediamento territoriale, prevede anche quella di rifacimento dell'attuale struttura. Sarebbe stato meglio eliminare questa eventualità e puntare tutto su una nuova località che i proponenti potevano liberamente individuare o, meglio ancora, che il Comune poteva già indicare». 

In sostanza l'accusa dell'On. D'Arienzo mossa al sindaco è quella di aver già deciso che il nuovo stadio dovrà sorgere nel medesimo luogo in cui oggi vi è il Bentegodi, avendo mantenuto viva questa possibilità, invece che escluderla direttamente dal bando. Secondo l'esponente Pd, infatti, «è più facile rifare il Bentegodi di oggi, con annesso centro commerciale, che farne uno nuovo altrove e riqualificare a verde pubblico l'area dello stadio».

Un'area, quella residenziale attorno all'attuale Bentegodi che, secondo l'On. del Pd Vincenzo D'Arienzo, «ha da sempre sofferto la presenza del campo sportivo. I residenti, diverse migliaia, - ha spiegato ancora D'Arienzo - non da ora manifestano il proprio disagio sia per la numerosa partecipazione agli incontri di calcio, e con essa il carico e la pressione automobilistica, sia per gli spazi non del tutto controllati che di sera diventano anche ricettacolo di sbandati». Di qui dunque, come detto, la dura critica mossa nei confronti dell'avviso pubblico da parte dell'esponente Pd: «Il bando non offre altre possibilità come si vorrebbe far credere e, di fatto, Sboarina ha già deciso di rifare il vecchio stadio nello stesso posto, - ha concluso D'Arienzo - in barba a tutti coloro che vi risiedono e che da sempre chiedono di spostarlo in una diversa località, nonché della possibilità di fare un altro grande parco dentro la città». 

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