Lettera al premier Conte sull'autonomia, Zaia e Fontana: «Basta con la farsa, o niente firma»

«È ipotizzabile che chi è virtuoso finanzi sprechi altrui?», chiedono i governatori al premier

Il governatore del Veneto Luca Zaia e quello della Lombardia Attilio Fontana - ph Facebook

Il premier Conte scrive ai cittadini veneti e lombardi, in risposta riceve la lettera siglata dai governatori del Veneto Luca Zaia e della Lombardia Attilio Fontana. La partita dell'autonomia, per il momento, è tutta in questo fiume d'inchiostro versato dal sapore un po' romantico.

Peccato però che il contenuto della missiva destinata al garante del contratto di governo Lega-M5S, colui che il giorno del suo insediamento si era definito l'«avvocato del popolo», non abbia affatto toni amorevoli. Anzi, di fatto quello di oggi è il secondo giorno in cui i governatori Zaia e Fontana non hanno certo lesinato critiche ed attacchi frontali rivolti al premier Conte. Tanto che quest'ultimo ha dovuto lanciare un appello pubblico: «Basta con gli insulti». 

La prova del dialogo sta allora tutta nella nuova lettera, quella scritta da Zaia e Fontana, nella quale i toni si smorzano rispetto alle dichiarazioni a viva voce, ma i contenuti restano gli stessi: «Vogliamo l’autonomia per cercare di semplificare la vita di tutti, - scrive il "duo Zaia-Fontana" - rendendo chiaro e semplice individuare chi fa che cosa, superando la sovrapposizione di compiti e funzioni che oscurano le responsabilità, dilatano i tempi e fanno esplodere i costi».

«Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe
ulteriori guai», incalzano i governatori che poi aggiungono: «L’autonomia è una sfida per la modernità e l’efficienza del Paese intero, il centralismo è conservazione di sprechi contro chi ha bisogno, di un welfare ingiusto. L’autonomia fa bene anche al Sud». La sensazione è insomma quella di un tiro alla fune, con i presidenti di Regione che a viso aperto decidono di sfidare il premier sul terreno scivolosissimo dell'autonomia, dove persino questo governo, stabilissimo nel traballare ogni giorno senza mai cadere, potrebbe forse capitombolare. 

Dalla sanità alla scuola, passando per l'ambiente, le richieste dei governatori non sono mutate e riguardano tutte le materie di cui hanno fatto richiesta per ottenerne autonoma competenza: «Abbiamo spiegato come l’essenza del percorso dell’autonomia - scrivono Zaia e Fontana - preveda che i risparmi prodotti per effetto della virtuosità dell’amministratore debbano restare sul territorio. Se l’obiettivo non fosse questo, perché dovremmo impegnarci ad essere efficienti? È ipotizzabile che chi è virtuoso finanzi sprechi altrui?». Domande queste, alle quali non è difficile suppore esistano molte e differenti risposte all'interno proprio della compagine di governo Lega-M5S. 

La chiosa della lettera dei due governatori indirizzata al premier Conte, suona infine più come il rullo di tamburi che prepara alla guerra che non come un sereno commiato: «Noi restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla». Touché. E ancora: «Al Presidente del Consiglio deve essere chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello per ora che si sta profilando. Lei si assumerà la responsabilità quindi di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi, da risoluzioni dei consigli regionali approvati all’unanimità». E se son rose, fioriranno...

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