Autonomia, tempo quasi scaduto. Ne discuterà il Consiglio dei ministri

Sull'argomento però Movimento 5 Stelle e Lega non sembrano del tutto allineati sulla stessa idea. Salemi denuncia: «Melina insopportabile». Casali: «Pronti anche ad azioni forti di protesta»

Il ministro degli affari regionali Erika Stefani e il presidente del Veneto Luca Zaia

A fine dicembre era stato fissato il 15 febbraio come termine ultimo per discutere nel Consiglio dei ministri la concessione di maggiore autonomia alle tre regioni che l'avevano richiesta: Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. E il termine dovrebbe essere rispettato perché questa sera, 14 febbraio, il Governo dovrebbe affrontare il tema e prendere una decisione sull'autonomia. Decisione che poi dovrà essere presa anche in Parlamento.

Attorno all'argomento autonomia nelle settimane scorse ci sono state scintille anche all'interno della maggioranza, con Movimento 5 Stelle e Lega non del tutto allineati sulla stessa idea di autonomia. Il Veneto a trazione leghista aveva chiesto autonomia su tutte le competenze concesse dalla Costituzione, ma l'accordo che potrebbe partorire il governo potrebbe non soddisfare tutte le richieste venete.
E alle differenti vedute sull'autonomia, si aggiungono i dubbi di coloro che proprio non sono d'accordo sulla concessione di maggiore autonomia alle tre regioni del Nord. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ritiene sbagliato e potenzialmente devastante il percorso intrapreso da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna ed è pronto a contrastarlo. «Un bravo governatore dovrebbe essere quello che chiede l'autonomia non quello che la ostacola - ha replicato a De Luca il presidente del Veneto Luca Zaia L'autonomia non è mai contro qualcuno ma è la via per favorire la vera assunzione di responsabilità nelle nostre comunità».

Zaia dunque difende l'autonomia e con lui anche i consiglieri regionali veronesi. Stefano Casali, del Centro Destra Veneto, chiede alla «politica veneta bipartisan» di mobilitarsi ed «essere pronta anche ad azioni forti di protesta». E Orietta Salemi, del Partito Democratico, denuncia una «melina insopportabile» all'interno del governo nazionale che sta rallentando l'iter dell'autonomia e chiede a Zaia di abbandonare la sua «corsa solitaria che sembra destinata a uno sterile avvitamento su se stessa».

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