Augura la morte su Facebook alla senatrice (ex) malata di cancro Bonino: bufera su Fanton

Emma Bonino "rea" di aver criticato le politiche migratorie del governo si è vista rifilare sul noto social network il commento «crepa viscida serpe» dal neo presidente del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese Bruno Fanton: «Sono sinceramente dispiaciuto per quanto scritto»

Il neo presidente del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese e il suo commento su Facebook

«Ma crepa viscida serpe», queste le parole scritte in un commento su Facebook dal neo presidente del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese Bruno Fanton, esponente della Lega e che a Cerea ricopre anche la carica di assessore, all'indirizzo della senatrice Emma Bonino. Quest'ultima per meritarsi tali auguri di morte, perché di questo si tratta e non di semplici "insulti", si era semplicemente resa responsabile dell'esercizio del diritto di critica nei confronti delle decisioni politiche in materia d'immigrazione proposte dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e condivise dagli esponenti del Movimento 5 Stelle al governo. Raggiunta dalla notizia, la storica esponente dei Radicali ha detto in un intervento al Senato: «Mi ritengo una senatrice decorosa, con le mie idee come altri hanno le loro. Gli avversari politici non sono dei nemici, ci si deve confrontare sulle idee e non sulle minacce». Chapeau.

Il commento in oggetto era stato pubblicato lo scorso 6 luglio su una delle centinaia di condivisioni del post della trasmissione televisiva di La7 "In Onda", alla quale per l'appunto Emma Bonino era intervenuta come ospite. Tale commento, dopo essere stato immortalato da uno screenshot di una cittadina veronese era stato da quest'ultima sottoposto all'attenzione del consigliere comunale dem Federico Benini, il quale ha ora deciso di presentare in Comune un'interrogazione.

«Come gruppo consiliare Pd - si legge in una nota a firma Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - chiediamo al sindaco di Verona, che è parte dell’assemblea dei sindaci che governa l’Ato, e all’assessore Marco Padovani, che è uno dei quattro componenti del Comitato istituzionale, di prendere pubblicamente le distanze da tali atteggiamenti, di pretendere le scuse formali di Fanton e di proporre all’assemblea dei sindaci che regge l’Ato provvedimenti severi nei suoi confronti. Sebbene il commento sia antecedente alla nomina di Fanton a Presidente, - precisano poi i consiglieri comunali del Partito democratico - i toni sono incompatibili con la carica ricoperta in quanto gettano fango sull’intero organismo».

A rendere oggettivamente ancor più sgradevoli ed inappropriate le parole «Ma crepa viscida serpe» rivolte alla Senatrice Emma Bonino, vi è una circostanza che non può essere taciuta. La leader storica dei Radicali nel gennaio del 2015 annunciò pubblicamente che le era stato diagnosticato un tumore al polmone. Dopo aver combattuto con la malattia, nell'ottobre del 2016 Emma Bonino dichiarò di «esserne quasi fuori», precisando che ovviamente «questa è un tipo di malattia, dicono i miei medici, da cui non si guarisce, ci si impara a convivere».

«Cosa ne pensano Sboarina e Padovani di un presidente che augura la morte ad una donna che, al di là delle idee politiche, da tanti anni combatte con coraggio contro un male grave?». Domanda più che legittima, dunque, questa rivolta al sindaco di Verona e al suo assessore da parte degli esponenti dem Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani. Viene poi da chiedersi cosa pensi di se stesso l'autore di quell'auspicio, «Ma crepa», condito dall'insulto, «viscida serpe». Di sé, l'autore, accingendosi a scrivere un post di scuse a posteriori, dopo che la polemica lo aveva ormai raggiunto, dice di avere «l'animo profondamente contrito...».

«Sono sinceramente dispiaciuto per quanto scritto nei confronti dell'On. Bonino», scrive sempre l'autore che poi aggiunge: «Se non si è prudenti i social diventano uno strumento insidioso, tuttavia non cerco giustificazioni. Ho sbagliato e sono con queste righe a chiedere scusa all'On. Bonino, alla sua famiglia, a tutti i suoi collaboratori e a chi si è sentito giustamente offeso dalle mie affermazioni cattive di cui mi dolgo». Poi un'ulteriore postilla dell'autore, all'indirizzo di non si sa bene chi: «Chiedo scusa anche a tutte le persone a cui, con la mia sprovvedutezza sto creando delle noie». 

La «sprovvedutezza» dell'autore, le «noie create» ad altri, la sua assenza di «prudenza» sui social e dunque le scuse pubbliche per le sue «affermazioni cattive». L'augurio di morte condito da insulto «Ma crepa viscida serpe», può ora finalmente essere archiviato. Adesso non resta che attendere il lampo di genio di qualcuno che, con estrema arguzia e sopraffino tempismo, giunga a far notare, magari proprio in quella splendida arena dell'intelligenza che sono i social, che Emma Bonino, sì proprio lei, quella che ha combattuto contro un tumore al polmone, continua nonostante tutto a fumare ancora, e quindi la morte lei se la augura da sola. Ecco, anticipando l'eventuale commentatore arguto, non si potrebbe che fornirgli quale replica delicata alcune parole della stessa Emma Bonino: «Perché fumo ancora? Perché a noi Radicali piace, è il primo guizzo di sfida, come diceva il mio papà io voglio morire malata, non voglio morire sana».

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