Amministrazione contestata dopo il caso #Sposachivuoi: "Conservatorismo obsoleto"

Non è piaciuta alle opposizioni in Consiglio comunale la decisione di censurare lo slogan pro coppie omosessuali lanciato da un'azienda in occasione di Verona Sposi: "L'amministrazione si occupa di problemi inesistenti portando la nostra città indietro di 800 anni"

Lo stand a Verona Sposi che riportava lo slogan contestato dal Comune "#Sposachivuoi" - foto Facebook

Il caso "Verona Sposi" scoppiato dopo la censura da parte del Comune scaligero dello slogan promozionale #Sposachivuoi lanciato da un'azienda di Wedding planner ospite all'ex Arsenale ha, com'era prevedibile, innescato un vero e proprio focolaio di polemiche. 

Federico Benini: "Indietro di 800 anni"

Il consigliere del Pd Federico Benini ha commentato: «L’amministrazione comunale finalmente ha battuto un colpo. Tuttavia non è quello che ci si aspettava. Non si tratta dell’annuncio del sindaco che si impegna a convocare tutte le richieste di commissione delle minoranze che da oltre tre mesi non vengono discusse (quando per regolamento dovrebbero essere convocate entro 20 giorni). L’amministrazione comunale, invece, ha subito trovato il tempo per far rimuovere uno slogan (#sposachivuoi) in uno stand della Manifestazione dell’arsenale Verona Sposi». 

«L’amministrazione, colta da una sindrome di tracotanza, - ha poi concluso Benini - dimentica che un 76% dei veronesi non l’ha votata e che molti assessori che pensano di interpretare il “sentiment” dei Veronesi non si sono nemmeno confrontati con gli elettori, non candidandosi in consiglio comunale. Un vero peccato che questa amministrazione di minoranza si occupi di problemi inesistenti portando la nostra città indietro di 800 anni».

La Lega Nord applaude

Ad appoggiare la decisione dell'amministrazione comunale di Verona di invitare gli organizzatori a togliere immagini e slogan allusivi al cosiddetto "same sex wedding", è giunta invece la voce del capogruppo del Carroccio Vito Comencini: «Le trovate di marketing non possono affossare i valori». Quali valori? Quelli che la stessa Edi Maria Neri (Verona Pulita), assessore alla Legalità oltre che al Patrimonio e al Demanio, aveva già sbandierato come caratteristici dell'amministrazione Sboarina: in breve, la difesa della «famiglia naturale», qualunque cosa questa locuzione significhi realmente. Sta di fatto che «Romeo e Giulietta sono un uomo e una donna», aveva poi aggiunto l'assessore e che all'insegna delle sue «ampie vedute», è pur sempre vero che «l'amore ha un'accezione più ampia, può esistere anche l'amore di una madre per un figlio». Certamente, ma l'amore di un uomo per un uomo o di una donna per una donna, può esistere anche quello?

Verona Civica, Ferrari: "Conservatorismo obsoleto"

«La promozione della famiglia non passa da veti, da censure e da azioni sterili come cancellare un hashtag su uno stand in una fiera. Essere pro famiglia vuol dire investire in politiche giovanili che mettano al centro l'occupazione, non dimenticando i bisogni a corollario come i servizi per l'infanzia». Così si è invece espresso il consigliere comunale Tommaso Ferrari, capogruppo di Verona Civica, in riferimento sempre all'episodio legato a Verona Sposi.

«Questa amministrazione - ha poi proseguito Ferrari - risulta  dipendente da un conservatorismo obsoleto. Prima il Tocatì con la Biblioteca Vivente, adesso Verona Sposi. Si stracciano i diritti per riempirsi la bocca di un messaggio  tanto povero di significato quanto scevro di riscontri pratici: "Noi difendiamo la famiglia". Dall'altra parte però Palazzo Barbieri concede comodamente il patrocinio a chi dice "Le donne sono il pavimento e gli uomini i muri (quest'ultimo riferimento è all'incontro con la scrittrice Costanza Miriano ospitata a gennaio in una sala comunale ndr)».

  

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