Elezioni amministrative: Trevisi non si candida, PD verso le primarie

"I miei sogni sono altri", ha scritto Gianpaolo Trevisi nella lettera con cui ha anche ringraziato il Partito Democratico che in questi mesi intorno a lui ha cercato di costruire una candidatura unitaria

Gianpaolo Trevisi

Un "ma" seguito da dei puntini di sospensione. È questo il punto che divide i ringraziamenti dal resto della lettera con cui Gianpaolo Trevisi ha comunicato di non voler essere il candidato sindaco del PD alle prossime elezioni amministrative di Verona. Dopo quel "ma" Trevisi ha scritto:

Dovrei calarmi in un mondo che non è mio in un momento difficile per la politica in generale, ma è anche vero, del resto, che nessuno avrebbe pensato, forse, a me se il periodo fosse stato meno complicato. Mi sono guardato dentro, mi sono guardato intorno, ho cercato con il pensiero di fare un immaginario giro per la meravigliosa città di Verona, incontrando sorrisi e sguardi dei cittadini veronesi e di tutti, nessuno escluso, anche di quelli che, come me, non parlano il veronese e anche di quelli che non appena hanno visto il mio nome associato a una "parte" hanno iniziato a dire "ma come? A me piaceva tanto Trevisi!" Ho capito che i punti del mio programma, però, sono altri e sono la mia famiglia, la mia amata Polizia, i miei piccoli libri e il mio desiderio di continuare a incontrare decine e decine di giovani per parlargli di legalità, integrazione, rispetto dell'altro ed emozioni. La definizione più usata in questi giorni nei miei confronti è poliziotto-scrittore, ma chi mi conosce bene sa che sono anche un sognatore e secondo gli stessi amici la politica non è per i sognatori. Non so se questo sia vero, ma so solo che adesso i miei sogni, parte dei quali già realizzati, sono altri.  Grazie ancora a tutti e buon lavoro davvero per questa meravigliosa città e per il suo futuro.

Un sognatore che al momento non sogna di entrare in politica e di diventare sindaco di Verona, così si descrive Gianpaolo Trevisi, che nella stessa lettera ha voluto comunque ringraziare il Partito Democratico:

Ringrazio tutti coloro che hanno creduto e pensato a me, ringrazio tutti coloro che in questi giorni, uscite le prime notizie, mi hanno scritto, telefonato e pensato, facendomi arrivare così tante attestazioni di stima da non credere davvero che fossero destinate a me e ringrazio anche coloro che, come si dice in politica, pur essendo schierati dall'altra parte della barricata, mi hanno inviato sinceri in bocca al lupo e parole di incoraggiamento. Ringrazio anche coloro che pensavano che non fosse giusto che un poliziotto si candidasse, ma a loro devo, però, anche dire che sono stato cercato e che ho cercato. Ringrazio coloro che, per primi, hanno pensato al mio nome e tra questi, Tito Brunelli e Alessandro Donadi e quelli che, poi, l'hanno sostenuto. Ringrazio Orietta Salemi, Alessio Albertini, Diego Zardini e tutti quelli che erano con loro anche se non c'erano; ringrazio, quindi, la segreteria del PD, ma a me piacciono tanto i nomi e i cognomi e non gli uffici e quei nomi si sono spesi e tanto, cercando di costruire davvero qualcosa di nuovo. I loro sorrisi, le loro telefonate e i loro messaggi, insieme a quelli di altre persone, mi hanno davvero dato tanta forza.

Il problema quindi di un Partito Democratico ancora senza candidato rimane. Un problema che non è stato trascurato in questi mesi dal segretario provinciale di PD Alessio Albertini e da quello comunale Orietta Salemi. I due, dopo la rinuncia di Trevisi, hanno voluto fare chiarezza con questo commento:

In primo luogo a Gianpaolo Trevisi va il ringraziamento per il percorso costruito assieme, per la correttezza e la sensibilità dimostrate anche in questa lettera, con la piena conferma della nostra stima personale e politica nei suoi confronti. Ci sentiamo onorati del dialogo e del percorso intrapreso con lui e delle parole che ha voluto regalare proprio a noi in queste ultime ore. Continuiamo a essere convinti che Gianpaolo è una delle figure che meglio potevano far sentire rappresentati tutti i Veronesi che sognano e vogliono un futuro nuovo per la nostra città. Abbiamo lavorato intensamente, spesso in silenzio, specie in queste settimane, per costruire attorno alla candidatura di Trevisi un sostegno ampio e trasversale. Ci rammarica che una parte non consistente ma decisiva del centrosinistra ed anche del PD veronese non abbia saputo comprendere ed assecondare il movimento di opinione che si è creato attorno alla sua candidatura. Noi abbiamo sempre sostenuto che l'obiettivo finale deve essere la vittoria delle elezioni: per questo da mesi lavoriamo, e continueremo a farlo, per tessere rapporti con tutti coloro che, liberi da pregiudizi ideologici, vogliono per Verona un progetto aperto, plurale, innovativo. Ora, dopo tante parole confuse, spesso contraddittorie che si sono susseguite sulla stampa e sui social in questi giorni, è il momento della chiarezza: le segreterie hanno lavorato nel rispetto dei candidati civici coinvolti, della loro storia, delle loro professionalità, senza mettere in piazza ogni passaggio, ogni delicato confronto e, soprattutto, con la lucidità di arrivare a tenere unito un fronte anche di differenti sensibilità a partire da un obiettivo comune e più alto: la città. Abbiamo trovato caparbia resistenza in Michele Bertucco, mesi or sono, concentrato su ripiegamenti ostili più che su idee di prospettiva; abbiamo costruito, invece, relazioni insperabilmente fruttuose con altri esponenti politici e civici della sinistra veronese con i quali abbiamo condiviso la proposta su Giampaolo Tevisi. Dobbiamo prendere atto, come evidentemente ha fatto anche Trevisi, che questa consapevolezza e responsabilità non è altrettanto presente in tutti gli attori del centrosinistra veronese. Nel pieno rispetto della scelta di Giampaolo e della sua libertà, ribadiamo ancor oggi la convinzione della forza ed autorevolezza della sua candidatura, e dichiariamo che noi ci siamo ancora, pronti ad accogliere, anche un suo eventuale ripensamento.

Arrivati a questo punto pare davvero che per il Partito Democratico di Verona non ci sia altra strada che le primarie, come chiesto anche da un bel gruppo di giovani interni al partito. Primarie che pare abbiano subito un candidato, il consigliere comunale Damiano Fermo, che ha scritto:

Aspetto con piacere di sapere con chi potrò confrontarmi. Mi pare che ci sia un timore diffuso a battersi per una città migliore e metterci la faccia fino in fondo. Io l'ho fatto, senza pensare a correnti e futuri posizionamenti di carriera, perché credo si debba riscoprire velocemente il senso della passione politica, diretta a migliorare la vita soprattutto di chi della buona politica ne ha più bisogno.

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