Vaccini e bambini immunodepressi, Alessia Rotta attacca: "Il governo crea emergenza" 

"È compito della politica tutelare le cittadine e i cittadini, - spiega l'On. del Pd Alessia Rotta - non si può pensare che debba essere la magistratura a riportare il buon senso nel Paese"

«Il governo gialloverde si regge solo davanti alle emergenze, per questo o le inventano o lavorano per crearle. Come nel caso dei vaccini. È quanto accaduto a Treviso, dove una bambina immunodepressa è stata costretta a non andare all’asilo per colpa della presenza di due bambini non vaccinati in classe, con l’approvazione del decreto milleproroghe rischia di accadere d’ora in poi in tutta Italia». Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. 

«La ministra Grillo, - prosegue l'On. Alessia Rotta - invece di fare il suo lavoro per proteggere la salute pubblica ammette candidamente che non si può escludere che moriranno bambini. Noi non ci rassegniamo e siamo pronti a dare battaglia affinché non sia messa a rischio la vita di chi è più debole. Perché – conclude Rotta - è compito della politica tutelare le cittadine e i cittadini e non si può pensare che debba essere la magistratura a riportare il buon senso nel Paese».

Il post del medico

Nel frattempo Claudio Puoti, un professore ed ex primario di medicina interna, nonno di una bambina di sei anni immunodepressa dopo un intervento e successivi cicli di chemioterapia, ha rilanciato la discussione sul tema con un post su Facebook. 

«Ho una nipotina di appena sei anni (6 anni!) operata tre mesi fa per una rarissima forma di cancro ovarico ed attualmente in chemioterapia. Ha ovviamente la conta dei neutrofili bassissima (data la Vostra specifica e profonda cultura in materia ritengo pleonastico spiegarvi cosa sono i neutrofili e come ci difendono dalle infezioni), ma il problema è che fra meno di un mese dovrebbe rientrare a scuola. E ora cosa si fa, Gent.ma Sen. Taverna e Preg.mo Cons. Barillari?», scrive il medico riferendosi ai pericoli che potrebbe incontrare la bambina e rivolgendosi agli esponenti del Movimento 5 Stelle più critici nei confronti della Legge Lorenzin. 

«Non la mandiamo a scuola, negandole l'obbligo scolastico? - prosegue il medico - o la mettiamo in una classe di bimbi vaccinati, isolandola in una condizione "similabile" (pensi Sen. Taverna, ho sempre creduto che si dicesse "assimilabile") ad un ghetto? E chi mi garantisce che le autocertificazioni siano attendibili? In Italia? Ma che, "davero"? Oppure la mando dai "cuggini" con morbillo in atto, così si immunizza prima, secondo le indicazioni scientifiche della Sen. Taverna? Non pensa che durerebbe meno di un gatto in tangenziale? Attendo con ansia il Vostro consiglio che sarà sicuramente illuminato, dato che come ci ha illuminato Barillari la politica viene prima della scienza, la quale è asservita al grande capitale mondiale; però mi raccomando la celerità del vostro parere, perché tra poco la bimba dovrà rientrare a scuola».

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La replica

Tramite una nota stampa, la senatrice Paola Taverna ha risposto: «Gentile professor Puoti, ho letto il suo post e come prima cosa mi preme darle appoggio e solidarietà. Conosco benissimo i casi come quelli di sua nipote, non solo per aver incontrato in questi anni tanti familiari di bimbi immunodepressi, ma anche perché ho studiato attentamente tutta la materia, coadiuvata da tecnici ed esperti - prosegue Taverna -. La voglio rassicurare perché, aldilà delle polemiche politiche, nessuno vuole mettere in discussione l'importanza dei vaccini. Il disegno di legge depositato al Senato e che sarà discusso nelle opportune sedi porterà una vaccinazione più puntuale, più efficace di quanto non sia stato fatto finora».

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