Il Movimento 5 Stelle ha il suo candidato sindaco: Alessandro Gennari

33 anni, capogruppo M5S in quarta circoscrizione, lavora nell'azienda di famiglia e nel tempo libera si dedica al rugby, al teatro e alla musica

Alessandro Gennari

Alessandro Gennari, 33 anni, capogruppo in quarta circoscrizione per il M5S. È lui il candidato sindaco pentastellato per le prossime elezioni amministrative di Verona. Dopo aver combattuto per la chiusura dell’impianto Cà Facci per i cittadini di Madonna di Dossobuono, ora combatterà per diventare il nuovo sindaco del capoluogo scaligero.

Gioca a rugby, è attore e regista in gruppi teatrali amatoriali veronesi e nel tempo libero suona. Lavora nell'azienda di famiglia, che si occupa di finiture per interno e tendaggi.

È stato lui il candidato più eletto delle Comunarie votate online dagli elettori certificati del M5S di Verona. Un candidato giovane, che guarda proprio a "quelle generazioni che saranno il futuro della città per mettere in atto un percorso virtuoso di miglioramento della qualità di vita di tutti", così almeno si legge nella nota diffusa dal Movimento 5 Stelle cittadino.

"Le elezioni amministrative rappresentano l’ultima speranza per una rinascita di Verona - scrivono i 5 Stelle - Dopo dieci anni di amministrazione Tosi, il tessuto sociale è a pezzi. L’approvazione del Piano degli Interventi realizzato dall'ex vicesindaco Giacino, poi arrestato per corruzione, ha previsto cinque milioni di metri cubi di cemento pari al 35.6% della superficie totale cittadina, permettendo l’insediamento di grossi gruppi commerciali e peggiorando la situazione già critica di molte attività storiche cittadine. Verona è al secondo posto nella classifica delle città italiane per patologie respiratorie con seicentomila casi dovuti alla pessima qualità dell’aria, un numero che ha sicuramente influito a classificarci all'ottantesimo posto per qualità di vita secondo il Sole 24 Ore".

Altre preoccupazioni per il M5S sono la gestione delle società partecipate "avviate ad un percorso di privatizzazione, in prospettiva di una quotazione in borsa - fanno sapere i pentastellati scaligeri - Tale pratica adeguerà le nostre aziende alle logiche di mercato che di certo non tuteleranno i cittadini veronesi"; il decoro urbano dei quartieri cui "non vengono erogati i fondi di legge provenienti dai contributi di sostenibilità, con la conseguenza che il degrado aumenta non appena si esce dal centro storico"; il destino di Fondazione Arena che "ha chiuso i battenti dichiarando fallimento con un buco di circa 24 milioni, mandando a casa tutto il corpo di ballo e ricattando di fatto i propri lavoratori, unici chiamati a pagare di tasca propria, quando invece le responsabilità sono direttamente imputabili alla governance politicamente nominata".

"Tocca al Movimento 5 Stelle invertire la rotta e riportare Verona in mano ai suoi cittadini", concludono i 5 Stelle veronesi che indicano i loro obiettivi: "Tutelare il paesaggio ed il patrimonio culturale, riportare il verde per altro già pagato a ridosso delle periferie, attuare una politica a favore delle piccole e medie imprese, e salvaguardare i servizi essenziali al cittadino, che devono rimanere pubblici. Abbiamo in mente una città che possa e debba meritare la qualifica di Smart City. Una città capace di adottare un piano per la mobilità che sia davvero sostenibile, in grado di valorizzare il suo meraviglioso centro storico e che sappia creare nelle periferie un Parco dei Saperi, in modo da esaltare le eccellenze del territorio sia cittadino che provinciale. Quella che vogliamo è una Verona nuova e finalmente inserita nella realtà europea, capace di cooperare con gli altri paesi dell’Unione e di attirare progetti internazionali. Il tutto, all'interno di una strategia che include anche il rilancio di settori come il commercio, l’artigianato ed il turismo che può rappresentare il 30% del totale regionale, con la collaborazione attiva di tutti gli attori presenti sul territorio. La storia di Verona ed il suo contesto naturale ci hanno dato in dono una posizione strategica sotto tutti i punti di vista; il comparto agroalimentare veronese è uno dei simboli dell’Italia nel mondo. Un patrimonio che va rispettato e utilizzato con saggezza per dare nuovo impulso all'economia e al mercato del lavoro in costante rapporto con il territorio. Una visione, questa, che non potrà che avere un volto nuovo".

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