Agsm, sindacati preoccupati. PD e Bertucco contro l'amministrazione Sboarina

Le sigle CGIL CISL e UIL chiedono chiarezza al Primo cittadino, così come l'opposizione, che ha messo nel mirino la gestione delle aziende partecipate da parte della maggioranza, definendola un vero e proprio «fallimento»

Agsm - Immagine generica

Sono notizie preoccupanti quelle diffuse in merito alla situazione Agsm. Le annunciate dimissioni del CdA, e quindi la cacciata di Croce, mettono in evidenza una seria difficoltà che deve essere affrontata immediatamente e per questo, le Segreterie Provinciali di CGIL CISL e UIL di Verona, unitamente alle Segreterie di Categoria e alle RSU di Agsm e Amia, chiedono con sollecitudine di fare chiarezza in tutte le sedi.

Inizia così il comunicato con il quale le sigle sindacali esprimo la propria preoccupazione per la situazione di Agsm, la partecipata del Comune di Verona, dove il presidente Croce è stato sfiduciato dal CdA. Le dimissioni del leader di Verona Pulita non sono arrivate, così come la revoca dell'incarico da parte del sindaco Sboarina, così potrebbe essere proprio il Consiglio d'Amministrazione a dimettersi, con il rischio di creare una crisi politica in seno a Palazzo Barbieri. 
I sindacati nel frattempo chiedono chiarezza, nel tentativo di tutelare i lavoratori. 

Il percorso avviato con AIM per verificare la fattibilità di una “fusione”, la crisi di AMIA che deve essere risolta con decisione a partire dalla discussione del piano industriale ancora indefinito (Project Financing, Gara a doppio Oggetto, In House …), sono le priorità che se non affrontate mettono in discussione la serietà e la credibilità della Politica e dell’Amministrazione Comunale.

Vanno per questo attivati immediatamente i tavoli sindacali, per avere precise informazioni in merito. La richiesta già avanzata al Sindaco nel corso della riunione di venerdì 08 marzo deve diventare un preciso impegno nei confronti dei lavoratori che rappresentiamo.

Inoltre è compito del Sindaco relazionare in merito ad una situazione che espone la Città, l’Amministrazione Comunale e l’Azienda ad una pessima figura nei confronti dell’opinione pubblica in generale, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza la vicenda e le responsabilità che hanno portato a questa imbarazzante situazione.

Per Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, la vicenda è già «una telenovela», con il primo cittadino chiamato ad uscire da quest'empasse. 

Non è ben chiaro che problemi abbia il Sindaco di Verona con la parola “no”. Croce gli ha detto chiaramente che lui non si dimetterà mai e il Sindaco, tentennando come di sua consuetudine, gli ha dato ancora tempo.
Va bene che Sboarina è per la famiglia, ma è chiaro a tutti che il suo rapporto (politico) con Croce era soltanto una matrimonio di interesse.
Pertanto invito caldamente il Sindaco a non trasformare il caso Agsm nell’ennesima telenovela cittadina. È scritto in cielo che dal giorno dopo il suo spoltronamento Croce avvierà una campagna di veleni contro il Sindaco e l’amministrazione. Se Sboarina non si sente in grado di sostenere il confronto segua Croce e ritorni al suo vecchio mestiere.
Per il Sindaco è tempo di riferire in Consiglio comunale. Questa sera presenterò dunque una domanda di attualità per sapere come intende chiudere la vicenda Croce e soprattutto se intende continuare a governare le aziende pubbliche veronesi con il metodo della spartizioni politica lasciando intatti i problemi gravissimi che affliggono molte aziende a partire da Amia.

Per Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, gruppo consiliare comunale del Partito Democratico di Verona, si tratta di un vero e proprio «fallimento dell’amministrazione comunale». 

Per una volta siamo d’accordo col Sindaco Sboarina: in questo momento solo un “tecnico” di alto profilo, cioè una persona preparata che sappia cosa sia un’azienda e come si gestiscono le operazioni societarie in corso, può aiutare Agsm ad uscire dal pantano in cui l’hanno cacciata le scelte sbagliate di Michele Croce e dello stesso Sboarina.
Non dimentichiamo infatti che all’inizio del mandato il Sindaco tesseva le lodi di Croce definendolo “persona trasparente che ha aperto i cassetti di Agec”. Dichiarazioni che rilette ad appena un anno di distanza fanno ridere di un riso amaro perché testimoniano l’assoluta superficialità ed impreparazione di questa amministrazione retta da un’accozzaglia di partiti e partitini motivati da tanta sete di potere ma privi di una programma e di una strategia comune.
Il richiamo alla figura del tecnico, nel linguaggio neo-doroteo del Sindaco, è l’ammissione implicita che all’interno della sua maggioranza non c’è nessuno con la preparazione necessaria a prendere in mano la situazione di Agsm e di Amia.
Vuol dire che questa amministrazione ha fallito sul governo delle aziende partecipate veronesi e non è stata in grado di assicurare ai cittadini veronesi servizi pubblici essenziali quali luce, gas e raccolta dei rifiuti secondo criteri di efficienza ed efficacia gestionale.
Il Pd è un partito responsabile e non si sottrae dal fare la propria parte nella risoluzione della crisi, ma pretendiamo che il Sindaco faccia altrettanto ammettendo le proprie responsabilità politiche ed amministrative in questa vicenda.

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