Agsm, Bertucco: «Non si neghi l'evidenza, il rischio occupazionale c'è»

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune ha chiesto al nuovo presidente di confrontarsi al più presto con il consiglio comunale perché, dice: «Fusioni e aggregazioni in regime di libero mercato non sono mai indolori»

Foto di repertorio

Crescita sul mercato, mantenimento del legame con il territorio e conservazione, se non addirittura crescita, dei posti di lavori. Sono queste le richieste fatte dal sindaco di Verona Federico Sboarina al nuovo presidente di Agsm Daniele Finocchiaro, dopo il rinnovo del consiglio di amministrazione.
Richieste che rappresentano una grande sfida per il manager che è ritornato a Verona, dopo aver guidato nel capoluogo scaligero la sede italiana della GlaxoSmithKline. Una sfida che si lega alle altre che attendono Agsm, come la fusione con Aim e le discusse partnership con Ascopiave e A2a.
E a tutto questo si è aggiunta anche la presunta fuga di notizie, subito smentite dal sindaco Sboarina. Il drastico piano degli esuberi che sarebbe circolato tra i lavorati è un falso per il primo cittadino di Verona, ma per andare sul sicuro due forze di maggioranza come Lega e Verona Domani hanno chiesto garanzie attraverso due provvedimenti approvati dal consiglio comunale, mentre il dibattito politico si infiamma.

Finocchiaro e il resto del consiglio di amministrazione di Agsm si rendano immediatamente disponibili a venire in commissione consiliare per confrontarsi sui passi che il gruppo Agsm si accinge a compiere in merito alle ipotesi di aggregazione in essere e alle ricadute che inevitabilmente avrebbero sulla occupazione delle società del gruppo - scrive il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Da che mondo è mondo, fusioni e aggregazioni in regime di libero mercato non sono mai indolori. Qual è il pazzo che progetterebbe di mettere insieme tre (anzi quattro) società nella prospettiva di triplicare o quadruplicare dipendenti, reparti e divisioni? Continuare a negare l'evidenza non fa altro che alimentare questo clima da spy-story in cui le notizie si vengono a sapere col contagocce per mezzo di corvi, spifferi e soffiate. Va dunque affermato con chiarezza che non è campata per aria l'esistenza di un piano o almeno una simulazione dei possibili esuberi o delle ricollocazioni di personale. Ma a parte il dilettantismo con cui l'amministrazione sta gestendo questa situazione, occorre sottolineare che quella con Ascopiave non si configura come una mera alleanza strumentale, bensì un'operazione che porta Agsm e Aim a cedere "sovranità" nel ramo della distribuzione dell'energia elettrica e del gas. Tale cessione non può essere compensata dalla supremazia concessa nel ramo vendite (come è nelle ipotesi finora ventilate) perché le reti sono patrimonio tangibile e che resta, mentre la clientela è volubile. L'entrata di A2A ha poi una chiara matrice politica, che è quella della Lega, da cui il sindaco è andato a prendere ordini direttamente nella sede di via Bellerio a Milano nel suo recente incontro con il sottosegretario Giorgetti. Di tutto questo Sboarina deve rendere conto e spiegare ai veronesi, se ci riesce, le ragioni di queste scelte che rischiano di farlo passare alla storia come il sindaco che ha distrutto la più grande azienda pubblica della città.

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